Caso Microsoft, l’UE vuole agire in fretta

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Il caso Microsoft preoccupa l’UE. Le lentezza del procedimento favorisce l’affermazione di Redmond. Ma la società  delle finestre sta lavorando ai fianchi alcuni deputati europei per ammorbidire la sentenza.

Microsoft starebbe operando presso alcuni deputati e rappresentanti dell’€™UE con cui è in buoni rapporti perchè si facciano tramite con il commissario Monti e ottenere punizioni più leggere di quelle previste nel caso che vede il colosso di Redmond opposto all’€™Unione. L’€™operazione lobbistica viene paventata in un resoconto pubblicato oggi dall’€™agenzia di stampa Reuters.

A giudizio di Reuters nonostante le dichiarazioni pubbliche nelle quali Microsoft si dice ‘€œcooperante’€ con l’€™UE, la società  americana sarebbe molto preoccupata delle possibile conseguenze che giungeranno sulla scorta delle indagini dell’€™ufficio antritrust diretto da Monti. Tra le imposizioni più probabili la necessità  di slegare Windows Media Player dal sistema operativo e la modifica dei client Windows per fa sì che operino con il software server di terze parti allo stesso modo con cui funzionano con Windows Server.

Microsoft riterrebbe queste disposizioni, che dovrebbero ristabilire la competitività  nel mercato dei sistemi operativi e garantire la concorrenza che Windows non venga usato come una clava per danneggiare la concorrenza, molto pericolose e inaccettabili. In alternativa proporrebbe come tollerabili gli stessi provvedimenti assunti negli USA.

Da parte sua, invece, Monti temerebbe proprio questo scenario.

Secondo quanto riferisce Reuters il commissario giudica totalmente inaccettabile che alcune pratiche giudicate come illegali tre anni fa siano ancora in sospeso e teme che come accaduto negli USA sia il tempo il miglior alleato di Microsoft che alla fine potrebbe approfittare dei ritardi nei provvedimenti per renderli inutili. Di qui la necessità  di procedere in maniera radicale e rapida per rinvigorire fin da subito la concorrenza. ‘€œMonti è convinto – dice Reuters – di avere un obbligo nei confronti di milioni di utenti europei che non hanno altra scelta possibile a Microsoft e pagano un dazio molto salato a questa situazione’€

Le ragioni di Monti paiono essere confermate dai recenti sviluppi del caso americano. L’€™avvocatura generale degli stati americani che ha condotto il caso contro Microsoft ha fatto sapere al Dipartimento di Giustizia di non avere certezze sull’€™efficacia delle disposizioni conseguenti all’€™accordo extragiudiziale che ha messo fine al caso di esercizio illegale del monopolio.

La sentenza finale dell’€™UE arriverà  probabilmente ad inizio 2004. A quel punto Microsoft potrebbe rivolgersi alla corte d’€™appello di Lussemburgo chiedendo la sospensione del provvedimento.