Cbs fa a meno di iPod video (per ora)

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Il principale network statunitense, quello di Csi e del reality Survivor per intendersi, dell’iTunes Music Store per i video non ne vuole sapere. E continua ad andare per la sua strada, forse per capire se può sfuggire alla rete di Steve Jobs.

C’è baruffa nell’etere. Il primo della classe, Cbs (cioè Columbia Broadcast System), non ci sta a “piegarsi” al negozio di video e musica digitale di Apple. E non ha tutti i torti. Prima delle “tre sorelle” della televisione statunitense, il suo peso è comunque enorme: raggiunge il 96% abbondante della popolazione americana, cioè 103 milioni e mezzo di famiglie, attraverso una rete di 204 televisioni affiliate e prima dello split del mercato televisivo statunitense tra etere e cavo da sola faceva il gioco completo. Anche adesso, nella settimana media (cioè in tutte le settimane dell’anno) sette show su dieci sono realizzati da lei: questo vuol dire imporre i propri prodotti sul mercato! E una cosa Cbs l’ha chiara: non legittimare il più grosso soggetto online, preferendo cercare la propria strada in completa autonoma.

Peraltro, alla fine dell’anno Cbs si scorporerà  da Viacom, la casa madre, e diventerà  una società  autonoma, e probabilmente a quel punto (o poco dopo) vedremo quali scelte verranno fatte davvero. Per adesso i prodotti di maggior successo (Csi nelle sue tre incarnazioni, Survivor e altri show-drama oltre al Super Bowl e alla maggioranza degli show migliori tra quelli trasmessi in chiaro, o dei programmi di informazione di qualità  come lo “storico” 60 minutes) vengono tenuti ben al sicuro nella cassaforte dell’etere per evitare di rovinare il lucroso mercato after market dei Dvd, mentre alcuni esperimenti di streaming servono per promuovere nuove serie e cercare di assaggiare e testare il mercato.

Le formule scelte sinora da Cbs sono quelle di fornire streaming attraverso il portale di Yahoo!, oppure Google o anche DirecTV, si potrebbe quasi dire: tanto per fare qualche dispettuccio ad Apple. Sinora, infatti, la formula scelta non è stata quella sposata dai concorrenti ad immagine del modello di negozio online per la musica e cioè la vendita del file per sempre agli utenti, bensì la possibilità  di fruire dello streaming e per di più entro un certo arco di tempo (poi vengono “ritirati” dalla rete) in formato a bassa risoluzione, tipicamente su Windows Media Player e in 4:3 (nonostante Cbs trasmetta i suoi programmi in alta definizione e 16:9 dove disponibile) seppur senza pubblicità .

Si tratta di una strategia che ha il sapore del diversivo, da parte del presidente della compagnia, Leslie Moonves, per guadagnare tempo e vedere come procede l’esperimento iTunes-iPod video, oppure la regina dell’etere americano ha deciso veramente di andare in rete per i fatti suoi? Se gli esperimenti di Cbs da un lato andranno bene e l’iTMS video andrà  male dall’altro (ma almeno questo pare proprio non accadere, secondo i dati che filtrano da Apple), forse Cbs andrà  veramente per i fatti suoi. Altrimenti, tra qualche settimana, gli utenti americani si ritroveranno tutte ed otto le stagioni di Csi: Crime Scene Investigations su iTunes Music Store, a 1 dollaro e 99 per episodio…