Ceatec ’10: il WiMax non solo per Digital Divide

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Al Ceatec UQ, principale operatore WiMax del Giappone dimostra come questa tecnologia che in Italia continua a faticare ad affermarsi, possa essere usata non solo per coprire il digital divide ma anche per distribuire video in alta definizione senza fili, controllare apparecchiature e distribuire Internet su mezzi pubblici.

Se in Italia il WiMax, dopo il furore iniziale, sembra essersi immerso nell’oblio tanto che oramai pochi o nessuno ne parla più come una chiave per la chiusura del digital divide, in Giappone le reti per l’internet veloce e senza fili stanno esplodendo. Lo scopo, in un paese come questo dove Internet è già (ultra)veloce ed è ovunque, assegnato a WiMax non è quello della semplice copertura delle zone dove non è presente la rete. Alcuni esempi di impiego di WiMax sono visibili al Ceatec presso lo stand di UQ, il maggior operatore di questa tecnologia nel paese del Sol Levante.

Ad esempio nello spazio espositivo, in collaborazione con Samsung, sono disponibili dimostrazioni della versione 2.0 di WiMax che grazie ai suoi 330 Mbps e la bassa latenza funziona alla perfezione per la distribuzione via Internet senza fili di video HD e Full HD. Una seconda applicazione vista all’opera è il controllo e l supervisione di apparecchiature automatiche come gli onnipresenti, qui in Giappone, distributori di bevande calde e fredde he dialogano grazie a WiMax con il magazzino e possono anche funzionare come strumenti di marketing (dando per scontato che i Giapponesi neppure si sognano di vandalizzare queste apparecchiature, per quanto isolate).

In un angolo viene illustrato l’impiego del WiMax sul Ne’X, il Narita Express, treno che collega l’aeroporto di Tokyo internazionale con le principali stazioni della capitale. WiMax opera per mettere in connessione i convogli con il centro di controllo e distribuire le informazioni sia al pubblico che al sistema interno di Japan Railways, sia per dare accesso ad Internet ai passeggeri che si collegano via Wifi. Il WiMax come ponte verso il WiFi per costruire reti locali in zone dove non è presente Internet, paesi rurali o semplicemente luoghi all’aria aperta dove non c’è un cavo e non si vuole pagare la connessione in rete cellulare, è stata dimostrata con l’uso di iPad, iPhone e iPod touch connessi ad uno speciale modem ricevitore che opera sulle due tecnologie; alcune telecamere di sorveglianza connesse via WiMax mostravano immagini in alta qualità  con elevata definizione.

Nelle vetrine di UQ erano anche visibili una sterminata serie di schede PC, chiavette USB, modem radio con collegamento Ethernet e Wifi a dimostrazione che altrove, fuori dall’Italia, il WiMax è una tecnologia ritenuta sufficientemente accetta e diffusa da investire massicciamente su di essa anche con prodotti di largo consumo.