Fantasie di fine anno: Apple vorrebbe comprare FaceBook

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Secondo l’ennesima indiscrezione folle e improbabile, Apple vorrebbe acquisire FaceBook. La nuova previsione è basata sulla cosiddetta “teoria del cigno nero”.

La Saxo Bank ha pubblicato le tradizionali previsioni shock per il 2011: una serie di voci e affermazioni bizzarre, basate sulla cosiddetta “teoria del cigno nero”. Quando gli europei arrivarono in Australia, rimasero sconcertati nello scoprire l’esistenza di cigni di colore nero: la convinzione millenaria voleva l’esistenza di soli cigni bianchi e riteneva impossibile l’esistenza di cigni di tale colore. Per Nicholas Taleb (docente americano di Scienze dell’incertezza) eventi inaspettati e isolati, con un impatto enorme, sono spesso spiegabili e prevedibili. Chi crede in questa teoria è convinto che manie, epidemie, mode, idee, nascita di generi e scuole artistiche, finanza, economia, tutte seguano la dinamica del Cigno nero.

Apple ha liquidità (45,7 miliardi di dollari) per acquistare Facebook e in più di un’occasione ha ripetuto che l’avrebbe usata se necessario. Facebook costerebbe secondo vari analisti 40 miliardi di dollari. La cessione comporterebbe lo svuotamento totale delle casse, un evento che l’azienda potrebbe ad ogni modo permettersi.

La casa di Cuperrtino avrebbe per vari motivi per volere Facebook: il primo, in particolare, i suoi 500 milioni di utenti. Apple a non è mai riuscita a sfondare nel settore dei social network ma l’acquisizione di un colosso come FB potrebbe cambiare tutto; per non parlare poi della possibilità di convertire tutti gli account FaceBook in account iTunes Store/FaceTime (anche se probabilmente questa operazione non potrebbe essere automatica per elementari ragioni di privacy oltre che contrattuali).

Accanto alle considerazioni di carattere tecnico secondo le quali Apple potrebbe, per liquidità, acquistare Facebook, e a quelle che ruotano intorno ai vantaggi che una simile acquisizione porterebbe al “parco utenti” di Apple, se ne devono collocare anche altre, dalle reazioni dei mercati e degli investitori che non potrebbero non essere così favorevoli all’idea del prosciugamento della liquidità e degli investimenti a breve, alla storica riluttanza di Apple ad acquisire realtà anche ben più piccole e affini al suo business di quanto non lo sia Facebook. Lo stesso Jobs ha sempre affermato che l’obbiettivo di Apple non è quello di acquistare grandi società, ma società di ridotte dimensioni con tecnologie strategiche, facile da assimilare e in cui è altrettanto facile inoculare la particolare cultura aziendale della Mela, cosa che a Cupertino si fa regolarmente e spesso senza alcun annuncio. Per queste ragioni, l’acquisto di Facebook farebbe clamore almeno quanto l’idea di vedere il numero uno dei siti di social network nelle mani del numero uno del nuovo orizzonte del mobile.

[A cura di Mauro Notarianni]