Fuoco incrociato sul sistema DRM di Sony

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Il sistema DRM di Sony che si infila di soppiatto nel sistema operativo Windows continua a suscitare perplessità  e proteste. Ora i software per la sicurezza di Computer Associated e di Symantec ne rileveranno la presenza. Imbarazzo anche da parte di Microsoft.

Il sistema anticopia usato da Sony per alcuni CD prodotti dalla sua casa discografica è se non ufficialmente, almeno informalmente un malware. A classificare in questo modo il DRM, che tante polemiche ha suscitato nei giorni scorsi per la modalità  con cui viene installato e per i potenziali problemi che causa al sistema operativo Windows (il Mac è immune), sono la divisione sicurezza di Computer Associated e Symantec.

Le scelte delle due società  sono diverse, anche se convergenti nel costruire intorno al software di Sony un’immagine non propriamente positiva. L’antivirus di Symantec identificherà  il DRM avvertendo gli utenti della sua presenza ma non fornirà  un sistema per la sua rimozione; Computer Associated invece fornirà  uno strumento per cancellare il software dal sistema operativo.

Secondo CA il DRM opera in vari modi, obbliga il computer ad usare un player di media predefinito, segnala l’indirizzo Internet del computer ad un sistema remoto e identifica i CD utilizzati sul computer. In più, non è chiaro quanto intenzionalmente, inserisce un rumore di fondo negli MP3 rippati da CD non protetti. “Quel che più disturba in tutta la vicenda – dice Sam Curry di Computer Associated – è che non viene fornito alcun avviso, nè chiesto un consenso né esiste un modo facile per rimuovere il software”. Per questo Pest Patrol, un prodotto anti-spyware, lo rileverà  indicando il modo per rimuoverlo.

Symantec è invece meno dura sottolineando lo sforzo di voler semplicemente collaborare con Sony: “non stiamo parlando di un virus – dice Vincent Weafer – ma di una tecnologia che può essere usata in maniera sbagliata”.

Sul sistema DRM di Sony è palpabile anche il disagio da parte di Microsoft che collabora con Sony in vari settori. Redmond si è detta “preoccupata per la presenza di un software che può essere dispiegato come quello che Sony usa per proteggere i diritti digitali. Stiamo valutando – ha precista un portavoce di Microsft – la situazione per determinare se è necessario un qualche tipo di azione anche da parte nostra. Abbiamo investito in sicurezza dei nostri prodotti e dei nostri processi e quindi teniamo d’occhio ogni malware, inclusi i rootkit, che copiscono i nostri clienti e hano un impatto negativo sulla sicurezza, l’affidabilità  e le prestazioni dei sistemi”.

Ricordiamo che nei giorni scorsi un pesante attacco al software di Sony è partito dall’Italia quando un’associazione per i diritti e le liberà  nell’era digitale, ha denunciato il colosso nipponico alla Guardia di Finanza riscontrando varie infrazioni alle leggi nazionali sulla sicurezza e la pirateria informatica.