Il Doj indaga le case discografiche

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Il dipartimento di giustizia indaga le case disografiche. Il sospetto è che abusando del loro monopolio abbiano imposto prezzi fissi sulla musica on line. Apple principale vittima?

Parte una indagine del dipartimento di giustizia americano sul prezzo della musica digitale. L’€™inchiesta, della cui esistenza si è saputo ufficialmente nella serata di ieri, è finalizzata a verificare se esiste un accordo tra le case discografiche per fissare artificiosamente una soglia di costo per la musica venduta on line.

Secondo quanto si apprende da alcune notizie d’€™agenzia l’€™inchiesta del Doj sarebbe in corso di comunicazione alle case discografiche. Tra quelle che avrebbero ricevuto una richiesta di chiarimenti, preludio all’€™apertura di un fascicolo vero e proprio, ci sarebbe Sony BMG.

L’€™inchiesta non giunge a sorpresa. Nei mesi scorsi il general attorney dello stato di New York, Eliot Spitzer, aveva iniziato una simile procedura mettendo nel mirino, tra gli altri, Warner Music. Le ragioni per cui Spitzer e il Doj hanno avviato la procedura sarebbero le stesse: verificare se le principali case discografiche approfittano della posizione dominante che hanno sul mercato per costituire un cartello che impone i prezzi all’€™ingrosso e al dettaglio.

TSe l’€™accusa si dimostrasse fondata tra le vittime ci sarebbe prima di ogni altro Apple visto che il suo negozio fattura l’€™80% del totale delle vendite on line negli Usa. Non è neppure da escludere che all’€™origine dell’€™inchiesta ci siano le rinegoziazioni in corso per il rinnovo degli accordi che legano Cupertino e le case discografiche. In passato Jobs si è lamentato più volte della presunta ‘€œavidità ‘€ che i produttori stanno dimostrando nel campo della musica digitale.