Kodak prova a vendere i suoi più preziosi brevetti

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Secondo il Wall Street Journal Kodak avrebbe deciso di monetizzare il suo vasto e prezioso patrimonio in brevetti. Si cerca un cliente con buona disponibilità di denaro per ricavare capitali e ristrutturare il business. All’orizzonte di una operazione che toccherà anche le tecnologie al centro di una querelle legale con Apple e RIM ci sarebbe già uno «grande, strategico protagonista del mondo senza fili» interessato all’affare.

Kodak cerca acquirenti per il suo vasto portfolio di brevetti nel campo dell’immagine in digitale. L’intenzione di cedere a terzi il diritto a sfruttare alcune delle tecnologie impiegate nei suoi dispostivi ma anche da numerosi produttori di digicamere e, soprattutto, cellulari e tablet viene anticipata dal Wall Street Journal che cita “fonti informate in materia”. L’obbiettivo della travagliata società americana è quello di monetizzare un tesoro che, secondo alcuni osservatori, ha un valore di mercato superiore a quello dell’intera società e usare il capitale ricavato per ristrutturare il business e sovvertire il trend negativo iniziato con la rivoluzione del digitale e la morte della fotografia in pellicola.

Kodak ha percorso negli anni passati la strategia delle licenze ricavando, spiega il WSJ, 1,9 miliardi di dollari. In qualche caso Kodak ha usato anche l’arma giudiziaria con cause in tribunale contro importanti società tra cui ad esempio RIM ed Apple. La querelle con Cupertino è ancora aperta e secondo diversi osservatori attualmente ad essere in vantaggio è proprio Kodak che potrebbe ottenere un pagamento ingente per alcune tecnologie utilizzate, pare indebitamente, in diversi dispositivi della Mela.

Antonio Perez, amministratore delegato di Kodak, però temerebbe il corto respiro di un sistema basato su licenze e cause; non a caso nel corso dell’ultimo anno i dollari in arrivo da concessioni in licenza dei brevetti si è molto inaridito, Di qui l’idea di vendere il diritto di sfruttamento, pur mantenendo l’autorizzazione ad usarli senza alcun costo per i proprio prodotti. Perez ritiene che un potenziale acquirente è in grado di ricavare molto denaro dalla commercializzazione dei brevetti Kodak anche se diversi produttori di telefoni hanno già un accordo con la società americana: «ma chi ha i diritti di sfruttamento per un cellulare – ha detto Perez – in molti casi ha necessità di acquistarli di nuovo per i tablet e in commercio ci sono circa 200 tablet con fotocamera». Kodak avrebbe scelto di commercializzare i suoi brevetti per le difficoltà logistiche che si presentano nell’analizzare il mercato e trattare con un così vasto numero di potenziali clienti (o di controparti in tribunale).

Il valore dei brevetti (circa 1100, il 10% del patrimonio totale) non è stato quantificato ma tra di essi ci sarebbe anche quello al centro della causa contro RIM ed Apple «e questo brevetto da solo potrebbe valere un miliardo di dollari in risarcimenti» ha detto Perez.

La trattativa per la vendita di una parte delle proprietà intellettuali viene condotta dalla banca d’investimenti Lazard Ltd. che si è occupata dei due più recenti e clamorosi casi in questo ambito: la liquidazione dei brevetti Nortel e l’acquisto di Motorola Mobility da parte di Google. Secondo alcune informazioni ci sarebbe già un possibile cliente interessato, «un grande, strategico protagonista del mercato del wireless intenzionato ad utilizzare i brevetti per proteggersi da altri attacchi sul fronte legale» dice il WSJ. Chi sia questo “grande e strategico protagonista del wireless” è difficile da dire, ma è legittimo pensare a RIM, Apple, Microsoft o Google che al momento sono le società più attive nel settore e quelle che hanno maggior disponibilità di cassa per operazioni del genere.

In attesa ci capire come andranno le cose, la voce di una cessione dei brevetti e di un conseguente flusso di cassa ha fatto crescere le azioni di Kodak del 26% nel corso dell’ultima seduta a Wall Street.

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