Microsoft, gli Stati ci vogliono distruggere

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Le sanzioni richieste dagli Stati impedirebbero a Microsoft di continuare a distribuire Windows e potrebbero condurre alla distruzione della società . Il grido d’€™allarme è di Ballmer, CEO di Redmond

L’€™effetto delle sanzioni che gli Stati chiedono alla giudice Kollar-Kottelly potrebbero avere effetti gravissimi per Microsoft, perfino la sua distruzione. Il preoccupato grido d’€™allarme arriva direttamente dal CEO della società , Steve Ballmer, che ha scelto per lanciarlo proprio la tribuna dei testimoni nel corso delle audizioni che fanno da contorno al processo.
Ballmer, chiamato a deporre lo scorso 8 febbraio, ha detto di non avere idea di come Microsoft possa accondiscendere alle richieste degli Stati: ‘€œl’€™unica cosa che potremmo fare ‘€“ ha detto il CEO ‘€“ sarebbe ritirare Windows dal mercato. Non avremmo altre soluzioni’€. Una scelta che potrebbe causare gravi danni a Microsoft e perfino la sua uscita di scena e la chiusura.
Ballmer si riferisce, in particolare alla richiesta di presentare al pubblico una versione di Windows senza Internet Explorer, versione ritenuta impossibile secondo la posizione ufficiale di Microsoft. ‘€œDovremmo rilasciare 8000 differenti versioni di Windows’€, ha detto Ballmer

La deposizione di Ballmer è stata diffusa dalla stessa Microsoft assieme a quella di Jim Allachin, osservando una disposizione che ha ordinato la distribuzione ai giornali delle trascrizioni di cinque degli interrogatori che si sono svolti nelle passate settimane.
Interessante, in particolare, l’€™ammissione di Allachin, uno dei vicepresidenti di Microsoft, che alla domanda di uno degli avvocati degli Stati se si fosse reso conto che le pratiche seguite da Microsoft per mantenere il monopolio fossero o meno illegali ha risposto semplicemente ‘€œsì’€.
La deposizione, disponibile dal sito

http://www.microsoft.com/presspass/legalnews.asp

di Microsoft con quella di Jim Barksdale di Netscape e Mitchell Kertzman di Liberate Technologies. Da notare però che le testimonianze non sono complete perché censurate in ‘€œparti’€ sensibili.