Negato ad Apple il tentativo di tenere segrete alcune informazioni sul caso Psystar

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Vittoria di Pirro per Psystar: il giudice William Alsup ha decretato l’impossibilità di tenere segreti i dettagli che hanno consentito al clonatore non autorizzato di far funzionare OS X sui cloni Mac da quest’ultima in precedenza prodotti.

Anche negli USA i tempi della giustizia sono evidentemente più lunghi di quelli che pensavamo e nell’ultima causa tra Apple e Psystar che da anni ormai si sta trascinando la casa di Cupertino è stata per la prima volta ostacolata. Il giudice William Alsup ha decretato l’impossibilità di tenere segreti i dettagli che hanno consentito a Psystar di far funzionare OS X sui cloni da quest’ultima in precedenza prodotti. Apple non ha potuto secretare i documenti che illustrano la procedura di boot nei quali sono incluse le verifiche sull’integrità del sistema e controlli sui sensori per la gestione delle temperature. Apple ha sostenuto che tali dettagli dovevano essere secretati; il giudice ha però ritenuto che la legge sul segreto industriale non poteva essere applicata semplicemente poiché i dettagli in questione erano pubblicamente disponibili in libri e codice pubblicato on line. La preoccupazione di Apple è che rivelare il sistema di boot possa consentire ad altri di replicare la tattica usata per smerciare cloni Mac non autorizzati in futuro.

Psystar aveva dichiarato di non essere soddisfatto del giudizio della Corte di Appello (che ha dato ragione ad Apple) e di voler arrivare, dopo la corte di Appello alla Corte Suprema. La Corte di Appello, lo ricordiamo, a settembre dello scorso anno si era pronunciata completamente a favore di Apple: il tribunale guidato dal giudice Mary Schroeder aveva stabilito che i cloni di Psystar violavano il diritto di autore di Apple e più specificatamente il copyright di Cupertino su Mac OS X, confermando la correttezza della precedente decisione della Corte Distrettuale. Apple aveva già ottenuto un’ingiunzione permanente nei confronti di Psystar nel dicembre del 2009, ma il “clonatore” si era rivolto alla Corte d’Appello del Ninth Circuit un mese dopo tale decisione.

Nei vari dibattimenti, Psystar ha sempre sostenuto di avere il diritto di usare a sua discrezione le copie di OS X regolarmente acquistate. Psystar non ha però preso in considerazione che Apple non concede il diritto di installare OS X su qualunque sistema acquistando le versioni “boxate” del sistema operativo. I termini e le condizioni della licenza d’uso affermano invece chiaramente che la casa di Cupertino consente l’installazione “solamente su hardware Apple” e gli utenti che acquistano i DVD del sistema operativo sono a conoscenza che non comprano solo un supporto, ma nel farlo accettano le condizioni d’uso del contratto di licenza software.

 

[A cura di Mauro Notarianni]