Nintendo, i profitti calano del 78,5%

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Brutto trimestre per la casa nipponica. Nonostante la sua console da passeggio, Ninendo Ds, resista all’attacco della Psp di Sony, il mercato scivola di mano. Anche se Nintendo, a differenza della concorrenza, è sempre in attivo.

Reuters Japan riporta i risultati economici di Nintendo per il trimestre che si chiude oggi. Il dato maggiormente significativo è il calo del 78,5% per quanto riguarda i profitti operativi, imputato soprattutto allo scarso successo dei software per GameCube e Nintendo Ds. Cala inoltre il livello di vendite della console da salotto e arranca anche il GameBoy Advance, come si vede dal fatturato ridotto del 14%.

In casa Nintendo si difende bene solo il Nintendo Ds, dunque, ma anche lì con i problemi che affliggono tutto il business di Nintendo. Diminuiti drasticamente rispetto ai tempi d’oro i produttori terze parti che offrono giochi in esclusiva per la casa nipponica, e diminuiti anche i titoli “prima parte”, cioè prodotti internamente. In sostanza, il problema di Nintendo non è l’hardware ma gli errori nella gestione dei partner e la scarsità  di titoli esclusivi o “forti” per le sue macchine.

Da sottolineare infatti che la maggior parte degli utili operativi per le case produttrici di console deriva proprio dalla vendita dei titoli di gioco. Anche le terze parti, infatti, devono pagare le spese di licenza per partecipare al business di una singola piattaforma. Inoltre, Nintendo, che utilizza storicamente cartucce o dischi non standard, chiede un ricarico ulteriore per produrre con le proprie tecnologie i supporti fisici dei giochi venduti anche dalle terze parti.

Ma Nintendo in questo momento può vantare, a fronte di utili minori e volumi ridotti, un punto in più rispetto alla concorrenza di Microsoft e Sony: i suoi conti sono in attivo. La forte “guerra” di promozione delle nuove console, vendute spessissimo al di sotto del prezzo di costo per fare il mercato, sta infatti piagando i conti delle altre due aziende. Che hanno sommerso il mercato con i loro apparecchi (e ancora di più faranno quest’autunno con il lancio di Ps3 e Xbox360) ma ci stanno perdendo cifre monumentali per fare i volumi di vendita hardware strategici.