Nvidia concorrente di Intel e AMD?

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Nvidia ha assunto vari ingegneri e si appresterebbe a costruire CPU x86 compatibili. Una nuova concorrente per Intel e AMD?

Qualche tempo addietro voci insistenti che – puntualmente – anche noi vi avevamo riportato, parlavano della volontà  di Nvidia di entrare nel mercato delle CPU x86. Su queste voci ritorna ora The Inquirer, il quale racconta che la casa di Santa Clara avrebbe assunto e formato un gran numero di ingegneri specializzati nel design e nella progettazione di processori Intel-compatibili.

Le motivazioni che starebbero dietro questa scelta non sono chiare, ma è facile supporre che Nvidia ritiene di avere tecnologie in grado di competere fortemente con quanto proposto al momento da Intel. In passato Nvidia ha accusato Intel di ostacolare lo sviluppo nel campo dei processori proponendo prodotti con grafica integrata lenti e in altri casi impedendo direzioni alternative. Le accuse sono state ovviamente sempre respinte da Intel e quest’ultima ora avrebbe creato non poche resistenze nel licenziare tecnologie proprietarie.

L’ingresso di Nvidia in un mercato diverso dai soli processori video è iniziato già  qualche anno addietro: prima con il rilascio del chipset per schede madri nForce e – più recentemente – con l’arrivo del Tesla (un supercomputer con GPU Tesla C1060 e basato sull’architettura di computing parallelo CUDA).

A gennaio (ne abbiamo parlato qui), Jen-Hsun Huang il Ceo, Presidente e co-fondatore di Nvidia, aveva confermato in una serie d’interviste l’interesse della sua azienda verso i processori VIA Nano (Cpu perfettamente compatibili x86), sostituti potenziali delle CPU Atom di Intel per i notebook.

Ammesso che le voci saranno confermate, resterà  da vedere in che modo Nvidia supererà  il problema delle blindatissime licenze necessarie per procedere con la costruzione di chip x86 compatibili. Nvidia potrebbe rivolgersi ad IBM (licenziataria di varie tecnologie Intel), sfruttare tecnologie di reverse engineering o usare l’approccio di Transmeta (“code morphing”); in tutte le tre ipotesi, i legali di Intel potrebbero ad ogni modo avere molto da ridire e ritardare non poco l’uscita dei potenziali prodotti.

[A cura di Mauro Notarianni]