Proview, alla causa sul nome iPad legata la salvezza dell’azienda?

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Le voci che descrivono Proview a un passo dalla chiusura totale sono vere: dalla Cina un reportage fotografico mostra mega impianti ormai fatiscenti. Nel frattempo emerge un dettaglio: tutti gli asset rimanenti di Proview, incluso il marchio iPad, sono in mano a otto banche creditrici a garanzia della mole di debiti che grava sull’ex colosso dei monitor.

Proview è ha un passo dall’estinzione: lo testimoniano i mega impianti fatiscenti di quello che un tempo è stato uno dei più importanti costruttori di monitor al mondo. Così è tutto vero: la causa intentata contro Apple per il diritto sul nome iPad è l’ultima occasione di salvezza a un passo dall’oblio, solo che nell’operazione non è interessata esclusivamente Proview ma anche una cordata di otto importanti banche creditrici che di fatto hanno in mano gli asset rimanenti, per lo più debiti. Il quadro decisamente chiaro della situazione non è riportato da un sito statunitense ma da Mic gadget, sito cinese che non perde occasione per schierarsi contro Apple per le questioni delle fabbriche e delle condizioni di lavoro presso i fornitori cinesi, mentre per il caso Proview si schiera non a sorpresa a favore della Mela. In calce in questo articolo inseriamo alcune fotografie del reportage che mostra la decadenza degli stabilimenti Proview.

Fino a pochi anni fa Proview era uno dei costruttori di monitor più importanti a livello mondiale: a seconda degli studi Proview è arrivata a essere il quinto o addirittura il quarto più importante costruttore di display LCD e CRT. Negli impianti visibili nelle foto fino a poco tempo fa hanno lavorato oltre 5.000 operai. Nel 2010 il titolo Proview è stato rimosso dalle quotazioni di borsa dopo che il presidente della società ha presentato istanza di fallimento. Il dettaglio più interessante però riguarda il destino del marchio iPad: a fine 2009 in piena crisi IP Application Development Ltd società poco conosciuta ma facilmente riconducibile ad Apple ha siglato un accordo con Proview per l’uso del nome iPad. Anche se l’accordo prevedeva la cessione per l’uso a livello internazionale, Cina inclusa, Proview ora sostiene nelle aule dei tribunali che Apple non ha il diritto di usare il nome iPad proprio in Cina. Fino ad oggi però non era emerso un piccolo dettaglio fondamentale: Proview non è l’unica interessata a portare avanti la guerra legale contro Apple. Tutti gli asset rimanenti di Proview, per lo più un ammontare consistente di debiti e pochissime attività tra cui rientra il marchio depositato iPad, ora sono gestiti da una cordata di otto importanti banche: Bank of China, Minsheng Bank, China Development Bank, Guangdong Development Bank, Bank of Communications, Shanghai Pudong Development Bank, Huaxia Bank and Shenzhen Ping An Bank. Ora la guerra nei tribunali in Cina tra Apple e Proview appare completamente diversa: dietro alla battaglia legale e al tentativo di ottenere denaro da Apple, c’è l’ultimo sforzo disperato di otto istituti di credito che tentano di coprire le ingenti perdite accumulate da Proview (passività per 456 milioni di dollari e crediti non  rimborsati per 603milioni di dollari) e magari anche di realizzare un profitto nel corso dell’operazione.

Proview fabbriche fatiscenti Proview fabbriche fatiscenti