Read Different nella libreria degli AppleStore

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L’ultima versione dell’arredamento delle vetrine degli AppleStore mostra l’immagine di una libreria a significare che tutto il sapere si può trovare con un iBook collegato in rete. Storceranno il naso gli amanti del libro, ma ora si riprenderanno leggendo i titoli scelti da Apple per la foto . C’è chi li ha annotati tutti.

Ci sono stati in vetrina negli AppleStore svariati tipi di “arredamento”: la gigantografia di una scrivania del Mac OS X, la gamma degli iPod, le copertine di migliaia di dischi, le facce di molti utenti e così via.

Da qualche giorno dietro alle facciate trasparenti dei negozi Apple è stato scelto di mostrare dei display di Apple con all’interno la scritta “il solo libro (book) che ti necessità  è un iBook”, tutto attorno libri… ma non veri, sono la foto di una libreria.

Credete che i libri sugli scaffali virtuali siano stati scelti a caso dal fotografo di turno? C’è il sospetto che la scelta non sia stata casuale, nulla lo è mai a Cupertino.

Allora analizziamoli, o per lo meno elenchiamoli per soddisfare la curiosità  di chi ama la lettura: “Black Cargoes” di Daniel Mannix (1965); “Sexual Harassment”; “Homosexuality” (2 copie); “Mississippi Challenge” di Mildred Pitts Walter (1992); “The Civil Rights Movement”; “Race Relations” di Harry H. Kitano (1996); “The Great Tradition” di F.R. Leavis (1948); “The Handboook of Physics” di Berenson, Harris, Stoecker, Lutz (2002); “Gone AdiWhaling” di Jim Murphy (1998); “The Lyrical Ballads 1798 – 1805” di Wordsworth & Colleridge; “Winds of Renewal” di And Bailey (1998); “The Hispanic Americans” di Milton Meltzer (1982); “Steinbeck”; “Plants in Danger” di Edward R. Ricciuti (1979); “Encounters with the Archdruid” di John McPhee (1977); “The Jungle” di Upton Sinclair (1906); “Wall Street” di Doris Faber (1979); “The Great Chain of Being” di Arthur Oncken Lovejoy (1970); “Another Way of Life” di Patricia Baum (1973); “The American Communist Party” Bxxx & Xxxx; “In our Defense” di Ellen Alderman & Caroline Kennedy (1992); “The Right of the People”; “Women in American Indian Society” di Rayna Diane Green (1992); “Animal Farm” di George Orwell (1945); “Complete Stories and Poems” di Edgar Allen Poe; “The Essential Kierkegaard” di Soren Kierkegaard; “Andy Warhol Prints”; “Stonewall” di Martin Duberman (1994); “The White Power Movement” di Elaine Landau (1993); “Hate Groups” di Deborah Able (1995); “To Kill a Mockingbird” di Harper Lee; “General Chemistry” di Linus Pauling (1988); “World Atlas”; “Poisoned Power” di John W. Gofman & Arthur R. Tamplin (1971/1979); “Before Nature Dies” di Jean Dorst (1970); “The Quiet Crisis” di Stewart Udall (1963); “By Bullet Bomb and Dagger” di Richard Suskind (1971); “To the Barricades” di Alix Shulman (1971); “Communes Through the Ages” di Alfred Apsler (1974); “The American Indians / The Women’s Way” Time-Life; “Racism / Divided by Color” di Newman & Layfield (1995); “The Pacifist Conscience” di Peter Meyer (1966); “The Puerto Ricans” della serie “The Immigrant Experience” di Jerome J. Aliotta (2003); “A Country of Strangers” di David A. Shipler (1997); “Farewell to Jim Crow” di R. Kent Rasmussen (1998); “The Sweet Flypaper of Life” di Roy Decarava, Langston Hughes (1984); “Jane Eyre” di Charlotte Bronté (1847); “The Old Man and the Sea” di Ernest Hemmingway (1951); “The U.S. Constitution”; “What Marx Really Said” di H.B. Acton (1967); “The Enduring Federalist” di Charles Beard (1962); “The Problem of Slavery in Western Culture” di David Brion Davis (1989); “Forth Acres” di Mark Day (1971); “Art and Craft in Africa” di Laure Meyer (1995); “The Day America Crashed” di Tom Shachtman (1979); “It Is So Ordered” di Daniel Berman (1966); “Freedom When?” di James Farmer (1965).

Ce n’è veramente per tutti i gusti, molti titoli sono relativi agli anni ’70/’80, dai classici agli alternativi, alcuni che trattano di interessi sociali particolari (anche se non in primo piano nella libreria) e altri di fotografia.

Il Leggi Differente trova ispirazione anche da questa lista, se seguire i dettami di Apple o almeno trarne ispirazione, è un vostro interesse.