Reporters sans frontièrs si appella ad Apple

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Reporters sans frontièrs si interessa del caso dei giornalisti cinesi querelati da Foxconn appellandosi ad Apple: “Intervenite per fare chiudere la causa”

Reporters sans frontièrs si appella ad Apple per la vicenda dei due giornalisti cinesi cui Foxconn ha chiesto più di tre milioni di euro di danni per un resoconto giudicato diffamatorio suoi presunti abusi subiti dai dipendenti che lavorano negli stabilimenti dove si produce iPod.

Il segretario generale dell’associazione, Robert Ménard che si batte per la libera stampa e i diritti dei giornalisti chiede a Cupertino d’intervenire. “Sappiamo che siete al corrente della vicenda – scrive l’associazione – perché la vostra società  ha lanciato un’inchiesta per indagare le condizioni di lavoro presso gli impianti di Foxconn scoprendo violazioni del vostro codice di condotta, inclusi quelli inerenti la lunghezza della settimana lavorativa e i giorni di riposo. Noi pensiamo che Wang e Weng non hanno fatto altro che riportare i fatti e condanniamo la reazione di Foxconn e vi chiediamo di intercedere a favore dei due giornalisti così che le loro proprietà  siano dissequestrate e la causa dimessa”.

La vicenda è venuta alla luce nel corso della giornata di ieri quando alcuni media cinesi hanno scritto della querela presentata presso il tribunale del popolo di Shangai. Foxconn in passato si era dimostrata molto attenta a tutelare la propria immagine quando si tratta di articoli di stampa. Alcuni mesi fa la società , tra le più grandi al mondo nel campo dell’assemblaggio di prodotti di elettronica di consumo, aveva già  querelato (ma chiedendo danni per una cifra decisamente inferiore rispetto a quela chiesta a Wang e Weng) un giornalista di Taiwan colpevole di avere scritto un articolo non gradito. Una vera e propria rivolta dell’associazione dei reporter locali aveva costretto la società  a ritirare l’esposto legale.