Risolto il “mistero” delle applicazioni di ridotte dimensioni in Snow Leopard

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La modesta dimensione delle applicazioni presenti nella versione preliminare di “Snow Leopard” non è dovuta a particolari tecniche di ottimizzazione del codice o all’eliminazione del codice PowerPC ma è ottenuta semplicemente eliminando alcuni file inutili

Qualche giorno addietro, molti siti (compreso il nostro) avevano riportato la notizia della riduzione della dimensione delle applicazioni in Mac OS X “Snow Leopard”, la versione preliminare del successore dell’attuale sistema operativo di Apple che potrebbe vedere la luce nel 2009.

In questi ultimi giorni è emerso che il “dimagrimento” dei programmi non è da attribuirsi a particolari tecniche di programmazione o alla bontà  dei nuovi compilatori ma è principalmente dovuto all’assenza dei file NIB nei package delle varie applicazioni. Ogni programma per Mac OS X contiene dei file denominati NIB, retaggio delle radici NeXT di Mac OS X; il termine, infatti, sta per “NeXTSTEP Interface Builder” e si riferisce a un “contenitore” di risorse grafiche utilizzate dalle applicazioni (sfondi, icone, particolari schermate, ecc.)

Durante la fase di sviluppo di un’applicazione, Interface Builder è sfruttato per visualizzare e gestire i vari elementi grafici che compongono un programma (menu, bottoni, scrollbar, ecc.) integrandoli, nella fase di compilazione finale, nell’applicazione vera e propria. I file .XML utilizzati durante lo sviluppo sono denominati “designable.nib” e non dovrebbero essere inclusi nelle applicazioni finali. I file .NIB inclusi con i programmi veri e propri dovrebbero generalmente essere di dimensioni molto più modeste rispetto ai file di lavoro originari e si potrebbero, in caso di necessità , anche comprimere. La compressione dei file .NIB, infatti, permette di ridurre notevolmente le dimensioni delle applicazioni e salvare moltissimo spazio su disco.

Comprimendo, ad esempio, i file XML e HMTL in bundle con la versione di Mail inclusa in Mac OS X 10.5 è possibile ridurre la dimensione dell’applicazione da 289Mb a 96,6Mb, ottenendo una dimensione in linea con quella visibile nella versione preliminare di Mac OS X Snow Leopard.

Apple ha applicato una tecnica simile nei file di preferenze .plist i quali vengono convertiti “al volo” da binari compressi in testo XML leggibile. I tempi di conversione e lettura/scrittura su disco sono davvero insignificanti e non rallentano in alcun modo le applicazioni.

A detta di uno sviluppatore interpellato da Appleinsider, le dimensioni dei pacchetti attuali inclusi in Mac OS X Leopard sono elevate a causa di un errore durante la creazione del “Golden Master” del sistema operativo: le applicazioni e le utility di sistema contengono file .NIB che chi ha preparato il master avrebbe dovuto eliminare prima di inviare il disco in duplicazione. La fonte di Appleinsider afferma che “il solo Mail, ad esempio, contiene 1400 file che occupano 200MB di spazio su disco inutilmente”.

A chi afferma che la riduzione del peso delle applicazioni in Snow Leopard sia dovuta all’eliminazione del codice PowerPC o a tecniche d’indipendenza della risoluzione che sfruttano elementi di grafica vettoriale, assicuriamo che così non è: le applicazioni in Snow Leopard sono ancora tutte Universal Binary e, almeno al momento, non vi è nulla che faccia supporre l’adozione di elementi di grafica vettoriale nel System.

Ricordiamo a chi la necessità  di recuperare spazio su disco che è possibile ricorrere a utility quali Monolingual, XSlimmer e Leopard Cache Cleaner, tre utility che permettono di eliminare dai vari programmi i file con la localizzazione delle lingue aggiuntive di sistema o (Xslimmer) codice superfluo, come per esempio il codice PowerPC dalle applicazioni Universal Binary che girano su macchine Intel.

[A cura di Mauro Notarianni]