Silenzio, parla il professor iPod

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Il settimanale britannico The Economist dedica spazio nella sua edizione online al modo in cui la musica digitale sta cambiando le nostre vite. E, ovviamente, iPod la fa da padrone

Cosa succede alle nostre vite? Succede che diventano digitali, come diceva da tempo Steve Jobs e come stanno cominciando a dire un po’ tutti, sia i produttori di tecnologia che i sociologi e gli analisti.

Adesso anche i giornali, quelli che parlano al grande pubblico e quindi hanno maggior prudenza nell’introdurre la tecnologia, stanno cominciando a notare questo fenomeno. The Economist, uno dei più autorevoli settimanali al mondo per l’economia affronta il tema della musica digitale, utilizzabile con i nuovi lettori portatili.

Ovviamente, non può mancare (vista anche la ricognizione di mercato fatta dal settimanale britannico) un ampio spazio per l’iPod. Com’era già  accaduto venti anni addietro con il Macintosh, infatti, anche l’iPod sta definendo il modo con il quale le persone interagiscono con la musica digitale. Nonostante i vari tentativi di vari competitor (tra i quali anche ovviamente Microsoft) non solo di definire le tecnologie ma anche e soprattutto le interfacce e le funzioni.

Secondo quanto riportano le statistiche di The Economist, fonte In-Stat MDR, nel 2003 la percentuale di vendite di lettori di musica digitale, sia con Hard Disk che con memoria allo stato solido hanno visto il 26,6% delle vendite a piccole marche, il 21,6 ad Apple con iPod, il 14,1 a iriver, il 13,9 a Rio, 13,7 a Rca e il 10.1 a Creative. Segmentando il mercato in Hd e Memorie solide, Apple detiene saldamente il 70% delle vendite (dato che è presente in un solo segmento) mentre le altre appaiono ancora più limitate come quote, dal momento che vengono ripartite per modelli tra tecnologie differenti. Il complesso di apparecchi venduti nei due segmenti è pari, nel 2003, a 6,9 milioni di unità .