Windows così com’é, o il caos

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Continua il processo Microsoft e uno degli ingegneri della società  prospetta un destino fosco se qualcuno si azzarderà  a togliere da Windows Internet Explorer.

Le sanzioni richieste dagli Stati che si oppongono alla mediazione tra Microsoft e DOJ potrebbero precipitare nel caos il mondo informatico. Questa la inquietante profezia lanciata nel corso del procedimento giudiziario che si sta tenendo a Washington da Christopher Jones, tra i responsabili dello sviluppo di Windows.
Jones, chiamato di fronte alla corte come testimone a favore da Microisoft stessa, ha dipinto su sollecitazione degli avvocati di Redmond, un quadro fosco nel contesto del quale se si dovesse concretizzare la richiesta di distribuire differenti versioni di Windows prive di IE e Windows Media Player, ad essere danneggiati sarebbero per primi gli utenti.
“Gli utenti – ha detto Jones – sarebbero confusi e frustrati se si accorgessero che prodotti che vengono venduti sotto il marchio di Windows non sono in grado di lanciare applicazioni Windows perchè sono state rimosse parti di codice”. Jones ha poi ipotizzato che se le richieste degli Stati fossero portate all’estremo si potrebbe addirittura arrivare a vedere macchine vendute come compatibili coin Windows ma che in realtà  fanno girare altri sistemi operativi.
Jones è stato interrogato su diverse questioni dagli avvocati che hanno chiesto conto di come mai, in base ad accordi raggiunti con il DOJ, i produttori di PC sono in grado di rimuovere l’icona dei servizi MSN ma solo se rimuovono anche Internet Explorer. “Forse avete scelto questa strada – hanno detto gli avvocati degli Stati – perchè in questo modo è più difficile che qualcuno si sbarazzi dell’icona di MSN?” “Qualche cosa del genere”, è stata la risposta di Jones.
Jones, su pressione degli avvocati degli Stati, ha poi ammesso che nonostante gli accordi di mediazione che teoricamente dovrebbero consentire agli OEM di scegliere quali siano i programmi dal lanciare all’avvio di Windows, in sostanza nulla è anche oggi possibile senza la previa approvazione di Microsoft che deve settare Windows in maniera appropriata.