iPod nano, i coreani gridano al complotto

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L’iPod nano costa poco, troppo poco anche per i costruttori coreani abituati ad insidiare il mercato con la politica dei prezzi bassi. Per concorrere con la nuova creatura di Apple i produttori asiatici corrono il rischio di chiudere l’attività . Tanto che qualcuno grida al complotto: “Apple e Samsung tramano per dividersi il mercato”.

Preoccupazione, malumore, fosche previsioni e persino l’ombra di un complotto ordito per provocare una catastrofe finanziaria. Queste le reazioni suscitate in Corea negli ambienti dei produttori di player flash dal lancio dell’iPod nano. A presentare le reazioni degli assemblatori del paese asiatico che detengono con i loro prodotti, assieme ai taiwanesi, la gran parte del mercato dei lettori MP3 con memorie allo stato solido sono alcuni giornali locali.

Al momento la maggior parte dei lettori capaci di concorrere per capienza con il nuovo iPod non solo non hanno nulla a che fare dal punto di vista stilistico, né hanno a disposizione un juke box quale iTunes, ma non si avvicinano neppure per i costi. àˆ il caso dei lettori prodotti da Reigncom che commercializza il marchio iriver i cui player da 2 GB costano sul mercato una cinquantina di dollari più del corrispettivo iPod nano, in pratica quando il modello da 4GB che non ha alcun concorrente nella sua classe.

Il timore che cova sotto la cenere, anche se non palesato a chiare lettere, è che i coreani per provare a sconfiggere iPod nano debbano abbattere i prezzi ben al di sotto della soglia di profitto. Attualmente infatti nessuno di essi è in grado di ottenere le memorie, che rappresentano il 50% del costo del player, al prezzo a cui le può comprare Apple.

A fronte di una simile situazione i coreani sono di fronte ad un bivio: o inventarsi qualche cosa di realmente nuovo, tale da giustificare un prezzo più alto (cosa che in passato hanno sempre preferito non fare limitandosi a creare prodotti di qualità  a prezzi molto competitivi ma senza eccedere nelle proposte innovative), oppure correre il rischio di chiudere i battenti per bancarotta.

Il rischio di essere estromessi dal mercato è tanto grande che qualche produttore ha paventato l’ipotesi che Samsung, che fornisce le memorie ma che è anche uno dei principali produttori mondiali di player flash, ed Apple avrebbero ordito un complotto per mandare fuori dal mercato i pesci piccoli.

Samsung, che è basata proprio in Corea, ha sentito il dovere di precisare in merito, sostenendo “di non avere avuto alcuna intenzione di provocare un disastro finanziario, ma di avere semplicemente applicato ad Apple la politica di sconto per i grandi volumi”. Come dire “ordinate anche voi quanto ordina Apple e avrete lo stesso sconto”.

Peccato che sia più facile da dire che da fare…