Angela Ahrendts: «Gli Apple Store come una galleria di boutique»

La Senior Vice President di Apple responsabile dei negozi al dettaglio e degli online store, è stata intervista nel corso dell'Innovation Festival da Fast Company. Ha parlato degli Apple Store rivelando alcuni dettagli sulla filosofia dei negozi e obiettivi futuri.

Angela Ahrendts pensa a trasformare tutti i Apple Store in una boutique, anzi una galleria di boutique. Con la Senior Vice President di Apple, responsabile negozi al dettaglio e degli online store, vede k0’infrastrutrura degli store emerge da una intervista rilasciata nel corso dell’Innovation Festival di Fast Company, dove la Ahrendts ha rivelato alcuni dettagli sulla filosofia dei negozi e gli obiettivi futuri.

Ahrendts ha detto di avere visitato 40 diversi mercati di riferimento in tutto il mondo nei primi sei mesi in azienda e dedicato molto tempo a parlare con i dipendenti per avere una visione più chiara del suo nuovo incarico. La manager, lo ricordiamo, è arrivata in Apple a metà del 2014, occupando il posto di John Browett, allontanato un anno e mezzo prima. Rispetto a Browett, la Ahrendts sembra si sia dimostrata nei confronti dei dipendenti molto più accessibile e non è mancata all’apertura di vari store internazionali. Ahrendts ha spiegato che i dipendenti degli store possono semplicemente contattarla direttamente via email (“siamo un’organizzazione praticamente piatta”, intendendo la mancanza di verticismo).

La manager ha il non semplice compito di espandere il mercato degli Apple Store con l’azienda che ora produce oggetti che hanno nuovi target di riferimento come gli Apple Watch e propone servizi immateriali quali Apple Music e Apple Pay. Parlando degli Store, la Ahrendts ha detto di considerarli un prodotto enorme per conto loro, confrontando l’evoluzione di questi alla stregua di dispositivi hardware quali iPhone e Mac.

Come parte della trasformazione in corso, negli Apple Store mostrano ora vetrine riprogettate (la Ahrendts le ha definite “The Avenue”), pensate per mostrare i prodotti in un modo che richiama quelle che si vedono mentre si fa shopping per la strada di una piccola città, un concetto molto chiaro specialmente agli italiani, ancora legati al concetto di centro storico con le boutique che si affacciano sulle vie più centrali e imoportati delle città

La Ahrendts pensa anche di ampliare i servizi degli Apple Store. Jimmy Iovine e Eddy Cue, stanno dando una mano per la creazione di un nuovo negozio nel negozio dedicato ad Apple Music; Craig Federighi, Senior Vice President Software Engineering di Apple, sta collaborando per attivare dei workshop per chi vuole imparare a programmare. Non è chiaro quando questi servizi saranno presentati, ma sono la dimostrazione della volontà di Apple di arricchire ancora l’esperienza negli Apple Store.

Non sono mancati i riferimenti ai negozi online; la Ahrendts ha detto di essere la responsabile della fusione delle sezioni web che in precedenza separavano le pagine con le descrizioni estese dei prodotti dallo store, un cambiamento radicale rispetto alla modalità di vendita sfruttata in precedenza.

Per quanto riguarda l’espansione dei punti vendita, in particolar modo nelle regioni in crescita, la Ahrendts ha detto che uno dei primi compiti che ha assegnato al suo team è stato di elencare le città che, secondo le previsioni, saranno le più popolate per il 2025. Con venti di queste località che riguardano la Cina, Apple ha pianificato l’apertura di 25 nuovi negozi nella regione in questione entro il 2016.

La Ahrendts ha detto anche di essere alla ricerca di nuovi modi per servire i clienti che arrivano dalla Cina giacché gli Apple Store sono negozi molto visitati dai turisti che arrivano da lì, e che a questo proposito solo nello store di Upper East Side a Manhattan ci sono 21 dipendenti che parlano cinese-mandarino. Ultima curiosità, la Ahrendts ha detto che gli iconici tavoli di legno degli Apple Store, progettai da Jony Ive, sono diventati una sorta di simbolo dei negozi e che rimarranno anche in futuro.