Apple e altri colossi dicono no alle spie nelle app di messaggistica

Apple, colossi hi-tech e società di sicurezza si oppongono alla soluzione "fantasma" per spiare messaggi e chat private degli utenti proposta in Regno Unito

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Apple, Google, Microsoft e altre 44 altre organizzazioni esperte in sicurezza hanno firmato una lettera aperta che condanna la proposta del governo inglese di permettere ad agenzie governative segrete di spiare chat e chiamate cifrate.

La proposta del GCHQ, l’equivalente britannico della NSA statunitense, ha tentato di proporre una soluzione per aggirare la crittografia nelle app di messaggistica come Messaggi, FaceTime e WhatsApp. Fino ad oggi, i colossi della tecnologia sono stati in grado di respingere le intenzioni dei governi di accedere a conversazioni private, semplicemente perché le società non sono in possesso delle chiavi di crittografia per accedere alle chat. In altri termini, né Apple, né Google, né altre società sono in grado di leggere i messaggi che gli utenti si inviano all’interno di chat con crittografia end to end.

Apple, Google e altri colossi dicono no alle spie sulle app di messaggistica

Per aggirare il problema, la Government Communications Headquarters in Gran Bretagna avrebbe pensato ad agenzie segrete come partecipanti invisibili nelle chat.

E’ relativamente facile per un fornitore di servizi di chat  aggiungere un partecipante invisibile all’interno di una chat di gruppo o una chiamata. Se la proposta dovesse diventare realtà, Apple – o qualsiasi altra società – sarebbe costretta a consentire al governo di unirsi alle chat come ospite silenzioso, una sorta di intercettatore invisibile.

Per ovvie ragioni il piano è al momento conosciuto come “proposta fantasma”. La lettera aperta è stata inviata da Apple e altre società lo scorso 22 maggio, e resa pubblica oggi. Nel documento rilasciato dai colossi hi-tech, si ritiene che la proposta fantasma debba essere respinta per tre motivi principali: viola i diritti umani fondamentali, crea nuovi rischi per la sicurezza, viola gli stessi principi enunciati dal GCHQ.

Ad ogni modo, i firmatari della lettera affermano che iMessage, WhatsApp e altre app, avrebbero comunque misure di sicurezza per tutelarsi dal rischio che agenzie e utenti fantasmi entrino in chat.

Inoltre, nella lettera di sottolinea un problema fondamentale per la sicurezza: qualsiasi backdoor creata per l’utilizzo da parte di agenzie benevole, potrebbe essere utilizzata da malintenzionati. Questo è, naturalmente, il motivo per cui Apple ha sempre rifiutato di creare una versione “indebolita” di iOS per l’FBI nel caso di San Bernardino.

La lunga lettera che condanna la proposta fantasma può essere letta a questo indirizzo.