Bticino Legrand, la rivoluzione della domotica dal CES all’Italia

Dopo la visita allo stand Legrand BTicino al CES di Las Vegas Macitynet ha intervistato l’ing Ernesto Santini sulla visione che l’azienda franco-italiana ha del futuro della smart home. Da parte del primo attore nel campo della casa intelligente arriva un deciso cambio di prospettiva che mette l’utente finale in primo piano.

L'interfaccia su iPhone

L’annuncio è arrivato a fine dicembre: “Legrand – Bticino presenta al CES 2015 di Las Vegas le sue soluzioni per la domotica basate sullo standard Zigbee”, una sorta di fulmine a ciel sereno per chi conosceva l’approccio e i protocolli domotici utilizzati fino ad oggi dalla grande azienda franco-italiana, e un deciso cambio di passo verso le tecnologie wireless che apre nuovi interessanti scenari.

Lo stand Legrand è stato uno dei primi che siamo andati a visitare nel nostro giorno dedicato al settore Smart Home. Abbiamo fatto una lunga chiacchierata con uno dei responsabili francesi del progetto e ci ha illustrato le caratteristiche tecniche dei dispositivi connessi, le loro peculiarità e il fatto che possano interoperare senza problemi grazie ad un gateway Zigbee dedicato di piccole dimensioni e presa visione della novità degli attuatori wireless in grado di funzionare con un bassissimo consumo di energia. Trovate tutto nella galleria e nella seconda pagina di questo articolo.

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La tecnologia Zigbee è conosciuta da tempo e non è una novità in sé: molti produttori nel campo dell’illuminazione come Philips, Osram e altri hanno presentato o stanno presentando i loro hub in grado di comandare fino a 50 lampade tramite soluzioni personalizzate per portare l’integrazione degli oggetti all’interno della casa a un più alto livello.

Chi conosce la storia di Bticino nel campo della domotica sa che l’azienda (entrata nel gruppo Legrand nel 1989) è stata ed è il primo protagonista del settore nel nostro paese, ma fino a ieri l’attenzione alle vendite e allo sviluppo (per quello che trapelava all’esterno) sono stati concentrati sulle soluzioni cablate basate su SCS o su KNX.

Soluzioni assolutamente affidabili ma con costi relativamente elevati e con la necessità di ricorrere a un installatore/programmatore in fase di preparazione del sistema e molto spesso anche in fase di riconfigurazione successiva.

Passare a una soluzione, se ci si vuol far passare il termine, “quasi-fai-da-te”, rappresenta una piccola rivoluzione sia in termini di evoluzione tecnica, sia di prospettiva di mercato, e di questo abbiamo voluto parlare con l’Ing. Ernesto Santini di BTicino-Legrand che ci ha concesso un’intervista a tutto campo di cui riportiamo alcune delle risposte più interessanti soprattutto per capire la direzione che la domotica di domani, o meglio del futuro immediato, rappresenterà per l’utente finale.

Ingegner Santini, l’abbraccio di Bticino-Legrand verso il protocollo Zigbee è finalmente una scelta di campo verso sistemi più orientati al mondo consumer? È in qualche modo un cambio di rotta dopo anni di supporto a SCS e KNX?

“In Legrand non pensiamo ai sistemi domotici come dipendenti da un protocollo; in questo campo si sono persi 10 anni a stabilire quali fossero i protocolli da utilizzare, quali i più efficienti, i più interoperabili e gli sforzi si sono perduti in mille rivoli.

Si è ormai giunti a una distinzione tra protocolli di campo, basati su tecnologie specifiche come l’SCS, il KNX, lo Zigbee, dove le scelte sono dettate dalle condizioni installative e dalle performance richieste, e i livelli d’interoperabilità, principalmente verso gli apparati di controllo come tablet e smartphone, dove di fatto tutto avviene tramite l’IP, l’Internet Protocol.

Su questo abbiamo lavorato per integrare tutte le tecnologie passate e future, inclusi SCS, Zigbee e KNX che rimangono nei nostri sistemi con tutte le loro qualità. L’Internet Protocol ha tra i suoi punti di forza quello di gestire autenticazioni sicure e di fare da ponte verso altri protocolli di campo come ZigBee, il che ci permette di portare dispositivi visti come Smart Object a livello di altri prodotti che ora si classificano come Internet of Things”.

Internet Protocol quindi visto come sistema d’interconnessione tra oggetti e tecnologie differenti per riportare il tutto a unica architettura?

“In Bticino siamo stati i primi nel 2000 a offrire un gateway internet per la casa e abbiamo una straordinaria esperienza nel descrivere e costruire l’architettura di un sistema di gestione della Smart Home con la praticità e l’efficienza necessaria. Siamo ideatori e promotori del linguaggio Open Web Net e lavoriamo per l’interoperabilità a livello di IP con altre aziende produttrici. In generale l’Internet Protocol è quello che ci permette già da oggi di mettere in comunicazione il telefono analogico di Meucci con uno smartphone o un sistema VOIP dedicato.

All’interno di una stessa rete possiamo collocare e gestire strumenti e controlli analogici e digitali e farli operare al meglio. In questo modo possiamo interconnettere un protocollo filare con un sistema radio o con un dispositivo mobile”.

Il ricorso a una tecnologia wireless come Zigbee significa che state pensando sempre più all’Aftermarket?  Visto l’andamento del mercato immobiliare e la prevalenza delle operazioni di ristrutturazione rispetto alle nuove costruzioni è opportunità in più nell’ambito del settore degli impianti per la casa?

“Assolutamente sì, quando si costruisce da zero è possibile predisporre un impianto di livello che comprenda le migliori soluzioni cablate (e qui ovviamente citiamo SCS e KNX) e quelle wireless come accessorie, ma quando si ristruttura, se non è possibile ricablare è necessario disporre di risposte versatili e pratiche. Con le nuove linee di prodotto siamo in grado di rispondere a tutte le esigenze partendo dalle richieste del consumatore finale”.

Questo significa che il mercato sarà sempre più guidato dalle scelte dell’utente finale piuttosto che dall’installatore? 

“La preparazione dell’utente finale e la sua dimestichezza con le nuove tecnologie rendono sempre più semplici le scelte dirette e la gestione di un sistema domotico; questo da una parte può aiutare l’installatore a rispondere ad una richiesta del cliente piuttosto che insistere nell’offrire una propria soluzione. Inoltre grazie ai nuovi dispositivi smart è più semplice anche la programmazione e la gestione diretta: questo può coinvolgere nell’installazione dei tecnici qualificati ma senza preparazione specifica guidati dalle richieste del cliente. Ovviamente un installatore preparato sui nostri sistemi sarà in grado di fornire tutte le risposte possibili.”

L’ostacolo più grande sembra però essere la creazione di relazioni tra gli oggetti, l’idea di dare una logica ai comportamenti, alle azioni e reazioni utilizzando un linguaggio non tecnico alla portata di tutti…

“In Bticino-Legrand stiamo lavorando da tempo su questo.  In una prima fase abbiamo portato i nostri sistemi di controllo sui nostri touch screen installati e su iPad/tablet,  per fornire una interazione diretta con sensori ed attuatori, ma questo è ormai un risultato consolidato che si potrà sfruttare anche nelle soluzioni ZigBee che abbiamo presentato a Las Vegas.

La sfida su cui ci stiamo concentrando e che vedrà i suoi risultati in futuro abbastanza prossimo è quella di creare un traduttore di linguaggi in tempo reale con cui interagire con gli oggetti connessi dentro la Smart Home. Si tratta di una soluzione che sta impegnando il nostro centro di Ricerca di Erba e che per certi versi sarà rivoluzionaria.

Pensiamo che la capacità di combinare prodotti aftermarket da installare passo passo nella propria casa e quella di includerli “naturalmente” in un sistema via via sempre più complesso ma semplice da utilizzare sia una delle strade per portare le soluzioni domotiche all’interno di tutte le abitazioni.

L’altra sfida, che ci ha visto tra i protagonisti a Las Vegas nel consorzio Allseen Alliance che, ricordiamo, lavora esclusivamente a livello di Internet Protocol, è quella di portare il controllo e l’interoperabilità in quegli apparati della casa, come Smart TV, lampade, elettrodomestici vari, che non dialogavano tra loro per mancanza di comunicazione tra diversi protocolli: in questo campo vediamo un enorme potenziale di crescita tecnologica ed un mercato in forte espansione.”

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L’Ing. Ernesto Santini è dal 1990 in BTicino (marchio italiano ora parte del Gruppo Legrand) e ha curato lo sviluppo dei prodotti e dei sistemi elettronici per installazione, in particolare quelli basati su tecnologie a bus domotico, nei settori di sicurezza, illuminazione, controllo dell’energia, comunicazione telefonica ed audio-video.

E’ stato per oltre dieci responsabile dell’unità di Erba, che raggruppa progettazione e produzione dei prodotti elettronici dei cataloghi BTicino e Terraneo. E’ attualmente Direttore dello Sviluppo dei Sistemi Elettronici per il Gruppo Legrand.

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