Epic Games sta ampliando il suo app store mobile alternativo con circa 20 giochi di terze parti, destinasto sia agli utenti Android, sia agli utenti delle versioni europee di iOS, e ha annunciato il lancio del “free games program” spiegando che inizialmente si occuperà lei stessa del Core Technology Fee richiesto da Apple.
Per le app iOS distribuite dall’App Store e/o da un’app-marketplace alternativi – lo ricordiamo – Cupertino chiede €0,50 per ogni prima installazione per anno oltre la soglia di un milione.
“Il nostro obiettivo non è solo proporre store differenti in luoghi diversi, ma creare un unico store cross-platform nel quale, nell’era dei giochi multi-platform, se comprate un gioco o un oggetto digitale in un punto, avrete la possibilità di possederlo ovunque”, ha dichiarato il CEO di Epic, Tim Sweeney nel corso di una conferenza stampa.
The Verge spiega che nell’ambito del programma Epic offrirà ogni mese nuovi giochi gratuiti nello store (e forse in seguito anche ogni settimana). I giochi di cui parla Epic non sono ancora presenti nello store alternativo; la software house ha riferito di avere individuato alcuni bug sui quali sta lavorando e che aggiornamenti arriveranno quando i giochi saranno disponibili.
Per rendere più allettante l’offerta di proporre giochi sullo store alternativo, Epic – come accennato – ha deciso di sostenere le spese richieste agli sviluppatori per essere presenti su marketpalce di terze parti. Per un anno si occuperà del pagamento del Core Technology Fee (CTF), il contributo richiesto per sfruttare API (interfacce di programmazione) e proprietà intellettuali di Apple agli sviluppatori nel caso in cui una applicazione abbia un successo tale da giocare un ruolo primario nell’ecosistema iOS.

Nei mesi passati Apple ha ricordato che oltre il 90% dei pagamenti e delle vendite è andato esclusivamente agli sviluppatori, senza alcuna commissione per Apple, sottolineando che il settore delle app iOS oggi supporta oltre 4,8 milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti e in Europa, circa 2,4 milioni in ciascuna area geografica.
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