Questo sito contiene link di affiliazione per cui può essere compensato

Home » Hi-Tech » Finanza e Mercato » Il 2026 di Apple la sfida dell’Ai e l’anno delle opportunità

Il 2026 di Apple la sfida dell’Ai e l’anno delle opportunità

Ci siamo: è quel momento dell’anno in cui ci si mette seduti e si fanno le sedute spiritiche, cercando di azzeccare l’oroscopo delle aziende. Gli analisti le chiamano “previsioni di mercato” ma non sono poi così differenti dagli aruspici etruschi ed egizi. Cosa succederà? Chi vincerà? Come? Ecco, ci siamo messi anche noi, forti di trent’anni di esperienza nel settore (che, per chi deve prevedere il futuro, valgono esattamente zero) e sicuri di indovinare tutto l’indovinabile. Più o meno.

La prima è facile. Apple si avvicina al 2026 con un piano ambizioso che potrebbe segnare una svolta nella sua storia recente. Anche perché l’errore strategico nel passato è stato micidiale, e adesso l’azienda guidata da Tim Cook non può che cercare di rimediare. Di cosa parliamo? Ma ovviamente dell’onnipresente Intelligenza Artificiale.

Cook ha scelto una strada particolare per entrare nella rivoluzione dell’intelligenza artificiale, puntando sull’integrazione nei dispositivi esistenti piuttosto che su annunci roboanti. La strategia si basa su un equilibrio delicato tra sviluppo interno e collaborazioni esterne, con Google Gemini come partner principale per accelerare il processo. Al centro del progetto c’è il rilancio di Siri, previsto per la primavera del 2026, che prometterà di trasformare l’assistente vocale in uno strumento conversazionale capace di gestire compiti complessi. O almeno, così sperano a Cupertino.

Gli analisti finanziari, ovviamente, osservano questa mossa con particolare attenzione. Prendiamone uno fra tanti: Dan Ives di Wedbush Securities. Lui ci ha pensato parecchio e adesso scommette che il 2026 segnerà l’ingresso definitivo di Apple nell’era dell’intelligenza artificiale, con una crescita dei ricavi stimata tra il 10 e il 12%. Non è che abbiamo fatto la pensata più originale del secolo, ma è interessante come lui e gli altri la articolano: quasi come se fosse farina del suo sacco e non frutto degli errori dell’azienda.

Infatti, secondo molti analisti questo incremento di fatturato dovrebbe derivare principalmente dagli aggiornamenti hardware e dall’espansione dei servizi. L’approccio prudente scelto da Cupertino, focalizzato sull’elaborazione on-device per garantire la privacy degli utenti, secondo gli analisti rappresenta “un elemento distintivo rispetto ai concorrenti” (un eufemismo per dire che sono arrivati tardi) ma richiede “un’esecuzione impeccabile” per evitare sbagli che potrebbero costare cari.

Il 2026 di Apple la sfida dell'Ai e l'anno delle opportunità - macitynet.it
Apple Store Boston – Foto Settimio Perlini

Le opportunità che si aprono

Va detto che però qualcosa c’è che gioca a vantaggio di Apple. Il mercato degli smartphone offre alla casa di Cupertino una finestra temporale preziosa. Milioni di utenti possiedono ancora iPhone 12 e 13, dispositivi che dopo quattro o cinque anni di utilizzo sono maturi per un aggiornamento. L’arrivo degli iPhone 17 (già presenti) e 18 (il prossimo settembre), progettati nativamente per l’intelligenza artificiale, potrebbe innescare un ciclo di vendite a doppia cifra.

La combinazione tra una Siri 2.0 potenziata e funzionalità on-device rappresenta l’esca perfetta per chi cerca prestazioni avanzate senza compromettere la sicurezza dei propri dati. La divisione servizi di Apple, che ha dimostrato una resilienza notevole anche nei periodi difficili, continuerà a generare entrate stabili e crescenti.

Intelligenza artificiale, servizi, processori adeguati all’IA. E poi? Ci sono i nuovi prodotti che aprono a nuove categorie o a nuovi fattori di forma. E questi aprono in effetti scenari ancora più interessanti. Apple ha in cantiere occhiali smart dotati di intelligenza artificiale, il cui lancio è previsto tra il 2026 e il 2027. Questi dispositivi, ispirati concettualmente ai Ray-Ban di Meta ma con il design della casa di Cupertino, potrebbero aprire mercati completamente nuovi. E poi c’è anche lui, l’iPhone pieghevole: dopo anni di voci e speculazioni, sembra finalmente prossimo alla commercializzazione. Potrebbe essere una rivoluzione perché potrebbe conquistare un settore di mercato per adesso residuale.

L’unico problema è che questi prodotti se da un lato fanno entrare Apple in segmenti emergenti, dall’altro la portano in competizione in territori dove la concorrenza asiatica ha già accumulato esperienza.

Ed eccoci al convitato di pietra: la Cina. Che non è solo la patria dei più grandi concorrenti di Apple ma anche la casa di un miliardo di potenziali clienti. Il ricchissimo mercato cinese rappresenta una sfida particolare ma anche un’opportunità enorme. L’arrivo dell’intelligenza artificiale con iPhone 17, combinato con partnership strategiche locali come quella con Alibaba, potrebbe permettere a Cupertino di riconquistare quote di mercato perse a favore di Huawei. La Cina rimane il secondo mercato per importanza dopo gli Stati Uniti e la sua penetrazione tecnologica offre un terreno fertile per dispositivi ad alto contenuto innovativo. La supply chain già consolidata nel paese e la domanda crescente di tecnologia all’avanguardia giocano a favore di Apple. Cosa gioca contro? Donald Trump, ovviamente. Ma questa è tutta un’altra storia. Perché c’è di peggio (per Apple).

Il 2026 di Apple la sfida dell'Ai e l'anno delle opportunità - macitynet.it
Apple Store Boston – Foto Settimio Perlini

I rischi da navigare

Le regolamentazioni antitrust rappresentano la minaccia più concreta all’orizzonte. Gli accordi esclusivi con Google, che garantiscono al motore di ricerca la posizione predefinita su Safari fino al 2026 e oltre, potrebbero essere invalidati dalle autorità di controllo internazionali, Europa in testa. Questa eventualità comporterebbe perdite stimate attorno ai 20 miliardi di dollari (la cifra che Google sembra paghi ad Apple perché tenga Google Search come motore di ricerca di default di tutti i suoi dispositivi), con un impatto sui profitti tra il 4% e il 6%.

Inoltre, c’è il processo intentato dal Dipartimento di Giustizia americano: la causa procede insieme alle pressioni dell’Unione europea e del Giappone sull’App Store, dove le commissioni del 30% sono considerate eccessive dai regolatori. Con il Giappone è stata trovata la quadra, con l’Europa (e l’Italia) no.

Ancora, la dipendenza dalla Cina costituisce un’arma a doppio taglio. Le tensioni geopolitiche tra Washington e Pechino (cioè la “variabile impazzita” Donald Trump), eventuali tariffe imposte dalla Casa Bianca e la crescente competizione dei rivali locali espongono Apple a vulnerabilità significative. La diversificazione della catena di approvvigionamento verso India e Vietnam, pur necessaria, comporta costi aggiuntivi e potenziali ritardi nella produzione. Gestire questa transizione senza compromettere la qualità e i tempi di consegna richiede una capacità organizzativa straordinaria.

Sopra abbiamo visto che l’AI è un’opportunità. Ma qui invece la vediamo come un problema. I ritardi nello sviluppo dell’intelligenza artificiale preoccupano molti osservatori. Il rinvio della “rivoluzione” di Siri 2.0 e l’uscita di figure chiave come John Giannandrea dal team AI sollevano interrogativi sulla capacità di Apple di competere efficacemente con Gemini e ChatGPT. Gli analisti finanziari mostrano una divergenza significativa nelle valutazioni del titolo, con target che oscillano dai 215 ai 411 dollari per azione. Neanche gli oroscopi sono così vaghi. Questa incertezza riguardo il futuro economico di Apple riflette i dubbi sulla solidità della strategia a lungo termine.

Logo Apple

Le mosse attese

La primavera del 2026 dovrebbe segnare il lancio di Siri 2.0 con iOS 26.4. Questa nuova versione integrerà Gemini e si concentrerà sulla capacità di gestire task multi-step mantenendo la privacy on-device come priorità assoluta. L’assistente vocale passerà da risposte semplici a conversazioni fluide con memoria contestuale, permettendo agli utenti di riferirsi a messaggi precedenti o file condivisi senza dover ripetere informazioni. La comprensione profonda del contesto permetterà a Siri di estrarre informazioni, pianificare azioni e generare contenuti direttamente sul dispositivo.

Il biennio 2026-2027 vedrà il debutto di prodotti completamente nuovi. Gli occhiali smart con intelligenza artificiale, denominati internamente N401, inaugureranno una nuova categoria di dispositivi indossabili. Il tablet pensato per la smart home e l’iPhone pieghevole completeranno una lineup rinnovata. L’iPad foldable, inizialmente previsto per lo stesso periodo, è stato rinviato per dare priorità allo smartphone pieghevole, considerato strategicamente più importante. Questi lanci graduali permetteranno ad Apple di testare il mercato e raccogliere feedback prima di impegnarsi massicciamente.

I mercati chiave riceveranno attenzioni specifiche. In Cina gli investimenti aumenteranno per garantire la compliance normativa e recuperare quote di mercato. La produzione continuerà a diversificarsi verso India e Vietnam per ridurre l’esposizione alle tariffe doganali e ai rischi geopolitici. Analisti come quelli di Citi e Wedbush prevedono ricavi record nel quarto trimestre dell’anno fiscale 2025, che serviranno come base per la crescita del 2026. L’intelligenza artificiale viene identificata come il catalizzatore principale di questa espansione, capace di rivitalizzare l’intero ecosistema di prodotti e servizi. Sempre che funzioni e non ci sia il “crash” tanto temuto di questo settore.

L’anno che verrà metterà alla prova la capacità di Apple di mantenere le promesse e trasformare la strategia in risultati concreti. La sfida è complessa ma le risorse accumulate in decenni di successi commerciali offrono un margine di sicurezza considerevole. Resta da vedere se l’approccio cauto e metodico di Cupertino (per usare un eufemismo che giustifichi lo spettacolare ritardo nel settore dell’AI, che peraltro non funziona come dovrebbe a nessuno) riuscirà a competere con l’aggressività dei rivali in un mercato dove la velocità di innovazione continua ad accelerare e i dirigenti ad andarsene. Chissà.

Offerte Apple e Tecnologia

Le offerte dell'ultimo minuto le trovi nel nostro canale Telegram

I consigli di macitynet

Pubblicità
Pubblicità

Ultimi articoli