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Il browser Brave ora con il suo motore di ricerca

Gli utenti del browser Brave ora possono sfruttare il motore di ricerca integrato Brave Search. Gli sviluppatori hanno attivato questa funzionalità in beta, utilizzabile dal browser (basta impostarlo dalle Preferenze come motore di ricerca di default) e da un nuovo sito (search.brave.com, dunque non necessariamente dal browser stesso).

Come abbiamo spiegato qui, gli sviluppatori di Brave hanno sfruttato per il loro motore di ricerca tecnologie che sono il risultato dell’acquisizione di Tailcat. Questo nome non dirà niente a molti ma era uno dei progetti all’interno della società tedesca Cliqz che ha sviluppato l’estensione per browser Ghostery, software che mirava a offrire una soluzione completa dedicata alla privacy, e un motore di ricerca dedicato.

Gli sviluppatori riferiscono che Brave non memorizza indirizzi IP, dati personali e le ricerche rimangono anonime. In abbinamento al browser Brave, l’utente può navigare su internet senza paura di essere tracciato grazie ad una funzionalità denominata “Shields”, in grado di bloccare molti tracker, pubblicità e cookie non fondamentali.

Sarà inizialmente necessario impostare manualmente Brave Search come motore di ricerca predefinito; successivamente gli sviluppatori proporranno questo motore di ricerca per default.

È possiible impostare il motore di ricerca preferito in Brave dalle Preferenze dell’applicazione

Brendan Eich, CEO e co-fondatore di Brave, riferisce che il nuovo motore di ricerca è una “vera alternativa” alle Big Tech quali Google e offre un nuovo modo per gli utenti per navigare il web in modo sicuro e privato, senza preoccuparsi della privacy. L’azienda fa affidamento a un suo meccanismo di indicizzazione e non alle ricerche di Google Search o Microsoft Bing.

Brave (si scarica da qui) è un browser open source multipiattaforma già di suo caratterizzato da varie funzionalità per la protezione della privacy. Resta da vedere quanto sarà realmente valido il nuovo motore di ricerca e quanto sarà davvero indipendente rispetto ai big del settore. La vera sfida è invogliare le persone a usare qualcosa di diverso rispetto a Google, che non ha bisogno certo di farsi conoscere

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