L’ iPad Pro sarà più grande? Le applicazioni dovranno essere più potenti

Una provocazione di un giornalista americano permette di cogliere la palla al balzo: cosa si dovrebbe aggiungere a iOS per rendere gli iPad di grandi dimensioni veramente utili per il lavoro?

iPad pro migliorare

Tra non molto tempo Apple aggiornerà sia il sistema operativo dei suoi tablet e telefoni che gli iPad. In particolare, l’iPad Pro di maggiori dimensioni. In rete molti si stanno sforzando con qualche successo di utilizzare l’iPad Pro come unico computer da lavoro, oltre che per il tempo libero, e non mancano i suggerimenti e le idee per portare iOS e l’iPad Pro a livelli migliori.

Vediamo in questa carrellata quali sono le possibili migliorie che possono essere introdotte secondo uno dei giornalisti Apple veterani, Jason Snell, che è tra le altre cose uno dei “convertiti” all’ìPad come strumento unico.

Secondo Snell Apple prima o poi farà un iPad ancora più grande del titanico modello da 12,9 pollici. Ipotizza un 15 o addirittura un iPad 17 pollici, anche se le future realizzazioni “borderless” potrebbero cambiare la nostra percezione delle dimensioni di questi apparecchi. In ogni caso, Snell immagina addirittura di veder arrivare un iPad da tavolo, simile in qualche modo al Surface Studio di Microsoft. Fantasie?

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Troppo spazio a disposizione

Intanto i suggerimenti ad Apple per come far evolvere iOS verso una dimensione che sfrutti al meglio le opportunità offerte da un grande schermo Pro come quello degli iPad “maggiori”. Cominciamo dalle cose semplici: lo spazio. Nella schermata di base della springboard, l’ambiente dove si possono tappare le app e andare così nei singoli applicativi, gli spazi sono sprecati. Apple rispetta ancora la proporzione dei telefoni e degli iPad più piccoli, con il risultato che su iPad Pro 12,9 tra una icona di app e l’altra ci passano due dita.

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Più multischermo non fa male

Apple ha fatto un piccolo miracolo, quando è arrivato l’iPad Pro Big, cioè ha introdotto la possibilità di lavorare con due app affiancate. Una sorta di multitasking che può essere ancora molto migliorato (la tecnica di selezione della seconda app con la lista a scorrimento è semplicemente folle, se uno ha molte app la maggior parte delle quali sono ottimizzate per questa funzione). L’idea è buona ma quello che non si capisce se si lavora con schermi da 9,7 pollici o meno è che in realtà due app affiancate sono il minimo sindacale. Si potrebbe fare di più.

Snell argomenta che, visto che l’interfaccia di iOS scala così bene, si dovrebbero mettere tre app affiancate. Funzionerebbe solo su iPad Pro Big in modalità panorama e lo Split View attuale dovrebbe essere potenziato da una funzione slide over che permetta di aggiungere una terza striscia verticale con una nuova app, grazie allo Slide Over.

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Migliorare comunque bisogna sempre

Accanto alla terza striscia con la terza app si potrebbe anche fare di più: modificare l’app picker, come detto sopra, perché così come è fatto adesso non funziona. Rendere il processo di selezione e gestione delle due metà dello schermo simmetrico, permettendo cioè di fare le stesse cose partendo da destra oltre che da sinistra (attualmente si può solo aggiungere una app alla destra di quella attiva).

Ancora, si dovrebbe pensare con più coraggio e introdurre funzioni come il drag and drop. In che modo? Permettendo di passare sempre più dati da una parte all’altra della Split View e una miglior gestione dello slide over. Non è finita però.

Osare anche sulle cose più difficili

Il buon Snell propone anche altre due idee: la prima è quella di aggiungere una sorta di Mission Control sulla falsariga di quello disponibile su macOS. Con Mission Control è possibile avere una visione di insieme di tutte le finestre aperte sia di una singola applicazione che di tutte quelle presenti nell’attuale scrivania. Evidente il desiderio da parte di Snell di arrivare ad avere delle finestre, soprattutto su polliciaggi molto elevati dello schermo. Però in effetti poter riorganizzare in questo modo le app aperte, oltre alla funzione Control-Tab che mostra la striscia orizzontale delle ultime otto (dieci su iPad Pro Big), non sarebbe male. Senza contare che da Mission Control si potrebbero selezionare due o tre app assieme per creare una nuova Split View.

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Altre cose utili da fare

E perché non immaginare più schermi, allora? oppure la multiutenza (visto che gli iPad sono diventati talmente personali che anche solo prestarli per poco a un altro individuo fa venire crisi da violata privacy?) e magari qualche altra soluzione interessante come, ad esempio, aggiungere una vera tastiera. Nel senso: quella smart creata da Apple con i tasti a bottone tutti coperti dal tessuto impermeabile è notevole per quel che deve fare ma c’è anche qui, soprattutto nella versione da 12,9 pollici, un notevole spreco di spazio e di opportunità. Invece, adesso che c’è una porta dati+energia disponibile sul fianco degli iPad Pro, perché non sfruttarla per mettere una vera tastiera, magari sulla falsariga di quella prodotta per i MacBook Pro attuali?

Assieme a una tastiera potrebbe anche far capolino un nuovo modo di muovere rapidamente le cose sullo schermo, oppure comparire la striscia supplementare chiamata Touch Bar, visto che si parlava dei nuovi MacBook Pro del 2016. Farà quasi sicuramente capolino sulle tastiere Bluetooth per iMac (almeno, questo molti credono, anche se con Apple niente è certo) e quindi potrebbe arrivare anche su iPad, no?

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E le cose scandalose ma succose da fare

Altri due concetti. Il primo era l’accennata idea di creare le finestre che permettano di organizzarsi differentemente. Non tanto per ricreare il Mac (per quello ci vorrebbe un’altra cosa, come vedremo a breve) quanto per sfruttare in maniera più razionale gli spazi a disposizione. Tanto schermo vuol dire poter giocare con le finestre, diventare veramente multitasking, “rompere” l’idea monolitica dello spazio di lavoro su iPad. A chi scrive questa non sembra una buona idea, ma Snell è invece piuttosto convinto.

Così come è convinto che ci vorrebbero se non altro le tab, le schede per tutte le app. Cioè bisognerebbe se non altro poter riorganizzare il lavoro in maniera tale da avere app organizzate orizzontalmente e non “nascoste dietro”, come accade invece adesso. Qui ci sarebbe però l’impatto energetico di avere app sempre attive: infatti oltre alla potenza i processori Ax di Apple sono piuttosto risparmiosi nei consumi perché non devono fare le fatiche che invece il vecchio codice legacy e le modalità di multitasking in background dei computer da scrivania si portano dietro.

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Conclusioni

Jason Snell lancia il sasso e non nasconde la mano, anche perché il suo più che un commento di proposte e idee, pare una sorta di bombardamento a tappeto: così qualsiasi sia il possibile cambiamento scelto da parte di Apple lui potrà dire: io l’avevo detto. Beh, manca una visione unica di sviluppo e ci sono invece tante idee buttate là. Ma questo non vuol dire che non ci sia qualcosa di vero e che non vedremo davvero delle evoluzioni di iOS nel senso indicato da Jason Snell.