Per i legali di Apple Italia l’inchiesta penale sull’evasione “Non sta in piedi”

Secondo i legali di Apple Italia, l'inchiesta penale della Procura di Milano per evasione fiscale "Non sta in piedi". "Corposa memoria" depositata ai pm dalla difesa dei tre dirigenti della filiale Apple italiana

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L’inchiesta penale della Procura di Milano che vede indagati tre manager per presunta evasione fiscale legata al mancato versamento Ires per 879 milioni va archiviata. A sostenerlo sono i legali di Apple Italia spiegando che, a loro modo di vedere, non vi sono profili penalmente rilevanti. Ne parla Repubblica evidenziando la memoria depositata qualche giorno addietro ai pm milanesi dalla difesa dei tre dirigenti, presentata dai legali della fialiale italiana di Cupertino, si tratta dello studio dell’ex ministro e avvocato Paola Severino, nell’ambito della chiusura delle indagini che risale a marzo dello scorso annno.

Il giorno 1 aprile è scaduto il termine entro il quale era possibile chiedere una eventuale istanza di patteggiamento. L’istanza non è arrivata ma è stata depositata una memoria tecnica in cui in sostanza si sostiene l’insussistenza delle accuse ipotizzate dagli inquirenti sotto il profilo penale. Toccherà ora alla Procura accogliere o meno l’istanza, chiedendo il processo per il legale rappresentante e amministratore delegato di Apple Italia Enzo Biagini, per il direttore finanziario Mauro Cardaio e per il manager della irlandese Apple Sales International, Michael Thomas O’Sullivan.

Apple e altri big del settore sono indagati non solo in Italia ma anche in altre nazioni europee. Il problema è quello noto da sempre e che interessa numerose multinazionali: i profitti sarebbero realizzati secondo uno schema che prevede la contabilizzazione dalla filiale della società con sede in Irlanda, Paese dove la pressione fiscale è molto più favorevole.

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