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Update forzato a Windows 10 mette a rischio la vita di ranger in Africa

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Non deve essere piacevole trovarsi in mezzo alla Repubblica Centrafricana a difendere la fauna selvatica dai bracconieri e dai ribelli dell’Esercito di resistenza del Signore, e mentre minacciano di fischiare le pallottole, avere i computer usati per il coordinamento della propria difesa che improvvisamente cominciano ad aggiornarsi a Windows 10. È quanto accaduto nel Chinko, un’area inviolata e selvaggia (17.600 chilometri quadrati) nel cuore dell’Africa.

Con pochi soldi a disposizione per il progetto di sostenibilità Chinko Project e la larghezza di banda che si può avere in mezzo ad un foresta, il personale dell’organo direttivo si è trovato di fronte a laptop con Windows 7 e 8 donati all’organizzazione che hanno improvvisamente smesso di funzionare e cominciato a eseguire l’aggiornamento a Windows 10, trasferendo gigabyte di dati via satellite. Mentre le macchine procedevano ad un lentissimo download e qualcuno andava anche in crash, i ranger venivano messi sotto tiro da bracconieri organizzati come un esercito ribelle ed erano impossibilitati a comunicare o ottenere aiuto. «Se fosse stato versato del sangue – dice un anonimo protagonista dell’evento su Reddit citato da The Register – questo sangue sarebbe stato responsabilità di Microsoft”.

L’evento accaduto nei giorni scorsi è forse uno dei più esemplari dei problemi provocati agli utenti Windows  dall’aggressivo – eufemisticamente parlando – sistema di aggiornamento. Dell’argomento abbiamo parlato molte volte, l’ultima della quale quando si è notato che una finestra di dialogo, modificata senza avere molta cura che fosse esplicita nella sua comunicazione, confondeva molti utenti, facendo fare loro un update quando invece volevano evitarlo

Microsoft ha recentemente cambiato il messaggio che propone l’aggiornamento; in precedenza quando compariva la finestra, anche premendo il tasto “X” in altro a destra per chiudere la finestra l’aggiornamento partiva senza chiedere conferme. Anche la nuova finestra, secondo qualcuno, non è perfettamente chiara ed è del tutto assente un pulsante per negare esplicitamente la volontà di eseguire l’aggiornamento.

Intanto su sito Change.org è possibile firmare una petizione per convincere l’Electronic Frontier Foundation (organizzazione che si occupa della tutela dei diritti digitali) a indagare sulle scorrette pratiche di aggiornamento che in pratica obbligano l’utente a passare a Windows 10.

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