Perché SoftBank compra ARM? Brexit e sviluppi per Apple

Perché la giapponese SoftBank spende 28,6 miliardi di euro per comprare ARM, la società UK che progetta processori? C'entra la Brexit ma anche l'Internet of Things, con possibili sviluppi per Apple

Softbank plus ARM 750

Perché la giapponese SoftBank compra la britannica ARM e perché adesso? Sono due domande ben diverse, con due risposte di differente complessità. Cominciamo da perché adesso.

In questo caso la risposta è semplice: per via della Brexit. Perché se SoftBank, che è una azienda giapponese la cui cassa è tenuta in yen, avesse comprato la britannica ARM, il cui valore è calcolato in sterline, un anno fa, avrebbe speso il 25% in più per via del differenziale dei cambi tra le valute. Invece, oggi era il momento giusto per spendere molti soldi risparmiandone però un quarto.

arm ufficio
La cifra finale, cioè 24 miliardi di sterline (pari a 32 miliardi di dollari, 28,6 miliardi di euro), è comunque notevole e considerata premiante con un 43% rispetto al valore di mercato al momento della chiusura della borsa lo scorso venerdì, che marcava una capitalizzazione di mercato di ARM di 16,8 miliardi di sterline. È la cifra per la quale l’attuale management di ARM ha accetatto di cedere l’azienda ai giapponesi, cioè a Masayoshi Son, proprietario e guida di SoftBank. Una vendita che potrebbe avere un notevole impatto sui tremila dipendenti ARM e soprattutto sui senior management, che quasi sicuramente verrà cambiato nei prossimi mesi: in pratica il +43% è una sorta di liquidazione per loro.

ARM ha dichiarato che l’azienda resterà a Cambridge, in Gran Bretagna, e che ci saranno forti investimenti tanto che nei prossimi cinque anni radoppierà i dipendenti. Per i britannici è stata lo stesso una doccia fredda perché la perdita di controllo della società, al di là delle garanzie contrattuali, toglie l’ultimo pallino dell’innovazione globale dalle mani della Gran Bretagna e lo porta in Giappone. A quale scopo?

Gli analisti vedono un nuovo business per ARM, oltre a quello già enormemente lucrativo delle licenze per le tecnologie dei microprocessori omonimi (firmate da 400 aziende, la totalità del settore dell’hi-tech planetario), e cioè la internet delle cose (IoT) che ARM è nella posizione di dominare visto che i suoi processori vengono utilizzati anche in moltissime applicazioni embedded, tipiche di questo mercato.

ARM
SoftBank potrebbe semplicemente fornire i soldi per accelerare questa strategia, oppure cercare di modellarla ad esempio portando ARM a creare la sua fabbrica di chip. Sarebbe una mossa che potrebbe sparigliare il mercato (nel bene o nel male) perché ARM è una azienda non solo “fabless”, visto che ormai sono pochissimi coloro i quali producono chipe per sé e per gli altri, ma anche di potenziale “suicidio” perché la metterebbe in competizione con i suoi stessi clienti.

Oppure SoftBank vuole sfruttare la crisi che alcuni analisti sostengono sia alle porte per Intel, società sempre più in difficoltà (come Microsoft) dopo aver perso la battaglia per il mobile e mentre il personal computer sta semplicemente agonizzando. ARM potrebbe avere una opportunità ancora più grande se Intel dovesse definitivamente entrare in crisi, stravolgendo gli assetti tecnologici e “mangiandosi” anche mercati finora a lei preclusi come quello dei server (per i quali ha realizzato un processore) e i personal computer (magari con l’aiuto di aziende come Apple).

Oppure SoftBank ha sbagliato i calcoli e pensa di poter fare più soldi o poter fare soldi diversamente, ma non ha capito che è legata mani e piedi con gli accordi di licenza che costringono ARM a non competere con i suoi clienti e a non cambiare per lungo tempo i paradigmi dell’accordo. Potrebbe esserci anche un errore di calcolo dietro all’acquisizione: non sarebbe la prima volta. SoftBank sta perdendo montagne di soldi con Sprint, ad esempio, l’operatore telefonico Usa di cui è proprietaria, e così fece Hewlett Packard con l’acquisto di un’altra azienda britannica che aveva falsato i bilanci e che valeva molto meno di quanto era stata pagata, e così è successo anche a Microsoft quando ha comprato Nokia per doverla poi smontare e quindi sostanzialmente chiudere.

Quanto tempo ci vorrà per capire quali sono state le vere intenzioni di SoftBank e il risultato dell’acquisizione di ARM? Basterà un anno per capire tutto: l’estate prossima si potranno tirare le conclusioni e vedremo anche quale impatto ci sarà con i produttori finali di dispositivi che utilizzano questa tecnologia, incluso l’intero mondo Android ma anche Apple con iPhone e iPad da sempre basati su processori con architettura ARM.
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