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Pirateria delle App di iTunes, Italia ai vertici mondiali

L’Italia è ai vertici nel mondo nelle applicazioni per iPhone e iPod toch piratate. La conferma di quel che si può facilmente immaginare scorrendo la storia in termini di utilizzo di programmi craccati o copiati arriva da Pinchmedia, una società  che si occupa di tracciare statistiche sui programmi venduti da App Store a beneficio degli sviluppatori.

Il nostro paese si colloca, per la precisione, al quinto posto nella graduatoria dei dispositivi Jailbroken alle spalle di Cina, Russia, Brasile e Messico e davanti a Spagna, Olanda e Canada. I dispositivi “sbloccati” non sono ovviamente sinonimo di dispositivi che usano applicazioni piratate, ma come dimostra la stessa Pinchmedia una media del 38% di coloro che “jailbrokano” il loro tascabile usano poi programmi acquisiti per canali illegali e senza pagarli, dal che si può concludere che il nostro paese sia nella stessa posizione, la quinta appunto, per iPhone e iPod touch che usano programmi piratati.

Facendo un confronto sui numeri di terminali venduti e andando al di là  della percentuale, è assai probabile che l’Italia sia anche più in alto in questa non onorevolissima graduatoria. Dei paesi che precedono l’Italia almeno due sono infatti fortemente indiziati di avere in circolazione un numero di iPhone e iPod touch inferiore a quelli che circolano in Italia (Brasile e Messico), il che significa che in termini di unità  che fanno uso di applicazioni pirata (e di applicazioni pirata di conseguenza) lo Stivale potrebbe superare il paese sudamericano e quello centroamericano e collocarsi al terzo posto, dietro ai colossi Cina e Russia oltre che al primo posto tra i paesi industrializzati.

Da notare che, come giustamente sottolinea Pinchmedia, la percentuale di iPhone e iPod touch Jaibroken che fanno uso di applicazioni taroccate potrebbe essere molto più alta per via del fatto che i programmi pirata hanno meccanismi che servono a mascherarne l’utilizzo.

Al di là  del caso Italia, i confini del fenomeno, abbastanza preoccupanti per gli sviluppatori, sono delineati da altre statistiche: il 60% delle applicazioni che fanno uso dei servizi di Pinchmedia sono state piratate e quando un’applicazione viene craccata il 34% di tutte le installazioni è costituito da programmi illegalmente acquisiti. Tra le altre informazioni si segnala il minor uso delle applicazioni piratate, la minor durata di installazione e i crash più frequenti.

Un altro elemento da tenere in considerazione è che la pirateria è un’abitudine più diffusa quando minore è il reddito pro capite del paese preso in esame. Non stupisce in questa ottica che il Giappone abbia solo il 3% di iPhone jailbroken (anche se per il Paese del Sol Levante giocano anche forti fattori culturali) e che nel Regno Unito la percentuale sia solo del 5%. E dire che questi due paesi sono anche tra i pochissimi al mondo che fino ad oggi hanno degli operatori mobili esclusivisti e, quindi, un maggior numero di clienti potenzialmente motivati a liberare il proprio cellulare dai vincoli imposti da Apple.

Pinchmedia, infine, smonta la giustificazione più gettonata da chi “tarocca” il programmi, ovvero che l’azione serve a valutare un programma prima di comprarlo. Solo lo 0,43% dei programmi (1 applicazione su 233) piratati si trasforma in un acquisto, un numero largamente inferiore al 7,4% dei programmi Lite (gratuiti) che diventano acquisti dell’applicazione full.

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