Recensione smartwatch Amazfit GTR: l’eleganza smart al polso

In prova lo smartwatch delle meraviglie: stile ed eleganza al polso che non rinuncia quasi a nulla, con 24 giorni di autonomia reale.

Recensione Amazfit, l’eleganza al polso

Amazfit, sussidiaria di Xiaomi, è ormai diventato un marchio d’eccezione quando si parla di smartwatch. E’ tra i brand che al momento riesce meglio a reggere la concorrenza dei due principali sistemi wearable, ossia watchOS e Android Wear. Dopo il successo di Amazfit Bip, del modello Pace, del Verge e di tanti altri, arriva anche in Italia Amazfit GTR, il più elegante della linea.

Partiamo dal design, sicuramente una delle caratteristiche principali di questo modello. E’ il più classico degli indossabili Amazfit, e si fatica a distinguerlo da un orologio tradizionale. Propone una cassa in acciaio, un display rotondo e due pulsanti sul lato destro. All’apparenza sembra un normalissimo orologio analogico, che ci sentiamo di dire potrà accontentare davvero chiunque.

Solo sulla grandezza si potrebbe avere da ridire, perché sulla carta i 47mm potrebbero sembrare troppi, anche se al polso, risulta assolutamente invidiabile.

Recensione Amazfit, l’eleganza al polso

Sulla parte posteriore insiste il sensore per il rilevamento del battito cardiaco, oltre a due contatti magnetici che permettono di alloggiare con facilità lo smartwtach sulla sua base di ricarica. Il cinturino è fatto in pelle sul davanti, e in silicone sul retro.

I materiali sono buoni, la pelle non di qualità particolarmente elevata, ma comunque molto ben rifinita e in grado di supportare l’eleganza complessiva dello smartwatch, e non sfigurare di certo.

Recensione Amazfit, l’eleganza al polso

Il silicone presente sul retro dello smartwatch, a prima vista, potrebbe abbassare leggermente la qualità generale del prodotto, ma in realtà non è così: risulta molto confortevole al polso e consente anche di utilizzare l’elegante orologio per l’attività fisica, considerando che il silicone verrà a contatto più facilmente con il sudore, evitando di rovinare la pelle del cinturino.

Recensione Amazfit, l’eleganza al polso

Funzioni e utilizzo

Al momento in cui scriviamo, per abbinare lo smartwatch è necessario installare su smartphone l’app Amazfit, non essendo (ancora) compatibile l’app MiFit. Nei giorni in cui l’orologio è arrivato in redazione, purtroppo, un aggiornamento firmware aveva reso completamente illeggibile la UI, probabilmente a causa di un errore nella colorazione delle scritte: quasi certamente l’upgrade trasformare le scritte in nero, che su sfondo nero risultavano completamente invisibili. Il problema, fortunatamente, è stato risolto a distanza di tre giorni circa, segnale evidente che il team responsabile è attento alle problematiche legate ai possibili bug del FW.

Recensione Amazfit, l’eleganza al polso

L’abbinamento con lo smartphone è avvenuto in modo veloce e impeccabile: è sufficiente inquadrare dall’app Amazfit il quadrante dell’orologio dove viene mostrato il codice QR. L’orologio presenta un menù già localizzato in lingua italiana, anche se al momento qualche parola sembra essere tradotta in modo troppo letterale, sicuramente migliorabile. C’è ancora qualche piccola sbavatura nella traduzione, ma considerando che il prodotto è disponibile in Italia solo da poche ore, è una mancanza giustificabile.

Recensione Amazfit, l’eleganza al polso

Il sistema operativo utilizzato dall’orologio è proprietario Amzfit, dunque nulla a che vedere con Wear di Google. A partire dalla watchfaces principale sono sufficienti slide in linea orizzontale per accedere ai passi effettuati e al calcolo del battito cardiaco, mentre uno slide verso il basso permette all’utente di accedere alle impostazioni rapide, come la luminosità del display, la batteria, la torcia, e il blocco schermo.

Al contrario, uno slide verso l’alto consentirà di accedere al menù vero e proprio. Da qui si potranno visualizzare le seguenti schermate:

Stato, che mostra i passi, le calorie bruciate, e gli eventuali avvisi di sedentarietà che l’orologio ci ha notificato durante il giorno.

HR è, invece, il menù dedicato al calcolo del battito cardiaco. Confrontandolo con altri modelli di smartwatch e smartband noti, il risultato restituito durante le nostre prove è sempre verosimile e preciso, anche se non fulmineo come altri concorrenti.

Piace constatare che è disponibile la funzionalità di controllo automatico del battito, che verrà controllato costantemente durante tutto l’arco della giornata, aggiornandosi a intervalli di tempo regolare.

E’ anche possibile inserire una soglia al di sopra della quale ricevere notifiche e allarmi su un battito cardiaco non troppo regolare.

Recensione Amazfit, l’eleganza al polso

Il terzo tab (l’ordine è comunque modificabile dall’app) è quello relativo agli esercizi. Amazfit GTR può tracciare, anche grazie all’accoppiata GPS+GLONASS, attività come la corsa, camminata, ciclismo, tapis roulant, cyclette, nuoto, ellittica, alpinismo, sci, corsa in pista ed esercizi vari.

Quanto al track degli esercizi, Amazfit si comporta decisamente e propone a schermo tutte le informazioni più utili durante l’attività. Lo schermo è ben retroilluminato e anche sotto la luce diretta del sole riesce a leggersi in modo quasi impeccabile, purché alla massima luminosità.

Il problema, se così possiamo definirlo, è che non consiglieremmo l’uso di Amazfit GTR per un uso prettamente sportivo. Attenzione, non perché non disponga delle capacità, ma perché si tratta di un orologio particolarmente elegante, adatto più a occasioni diverse dall’attività fisica. E’ talmente bello che lo si vorrà riservare, e preservare, per cene, feste, durante l’attività d’ufficio.

Recensione Amazfit, l’eleganza al polso

Insomma, per chi volesse un compagno solo per il fitness vi consigliamo di affiancargli un Amazfit Bip o una Mi Band 4, mentre Amazfit GTR è lo smartwatch da usare per le occasioni speciali.

E’ anche vero, però, che soprattutto il modello in acciaio da noi provato, magari con un cinturino diverso da quello in dotazione, potrebbe ben prestarsi anche all’attività fisica, essendo molto robusto e resistente.

Recensione Amazfit, l’eleganza al polso

Proseguendo con le altre funzioni presenti a menù, quella relativa al meteo, al controllo della musica sullo smartphone, alle sveglie, oltre al pannello Notifiche. Amazfit GTR permette di leggere al polso qualsiasi notifica in arrivo sullo smartphone, anche messaggi WhatsApp, o derivanti da una qualsiasi app di messaggistica installata sullo smartphone.

Non c’è possibilità per l’utente di rispondere, nemmeno tramite emoji o risposte rapide. Non è possibile ascoltare note vocali, né vedere foto in arrivo, così come al momento non vengono visualizzate a schermo nemmeno eventuali emoji presenti all’interno del messaggio.

Quanti volessero avere un indossabile con maggiori possibilità di interazione con le notifiche in arrivo dovranno necessariamente rivolgere l’attenzione ad Apple Watch o agli indossabili Android Wear.

Ciò premesso, le notifiche in arrivo su Amazfit GTR arrivano senza alcun problema, sono assolutamente leggibili, e consentono all’utente di prendere visione del messaggio senza alcun problema, potendo così evitare di tirar fuori dalla tasca lo smartphone ad ogni notifica.

Recensione Amazfit, l’eleganza al polso

L’ampio display aiuta a prendere immediatamente cognizione della notifica. C’è da dire che raggiungere il pannello notifiche dal menù principale non è particolarmente immediato. Per fortuna, è possibile assegnare la funzione Notifiche alla pressione del tasto laterale più basso.

Si tratta di un pulsante di scelta rapida, che darà accesso ad una delle varie funzioni dell’orologio. Noi abbiamo trovato più utile quella Notifiche, perché con una semplice pressione si avvierà il tab dove vengono raggruppate tutte le notifiche in arrivo su smartphone, così da avere un hub al polso dove poter prendere visione di tutti i messaggi in entrata.

Caratteristiche tecniche

Non abbiamo dimenticato di parlare delle caratteristiche tecniche, ma l’estetica di questo orologio ci ha così tanto affascinato da far passare in secondo piano le specifiche. Eppure anche da questo punto di vista la carne al fuoco è davvero tanta. Partiamo con il display, praticamente eccellente, anche in considerazione del prezzo.

Si tratta di un’unità da 1,39 con risoluzione 454 x 454. Si legge bene, anche sotto la luce solare diretta, purché impostato con luminosità massima, o con luminosità automatica. Lo schermo AMOLED ha dei neri profondissimi, e complice grandezza e risoluzione sono davvero tante le informazioni che è possibile leggere a schermo.

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Altro dato importante è quello relativo alla certificazione, 5ATM. Questo vuol dire impermeabilità fino a 50 metri. Anche in questo caso, però, come anticipato per il fitness, preferiremmo portare Mi Band 4 in piscina, che non questo GTR, che si presta invece per occasioni di altra natura e genere.

Quanto poi alla batteria c’è solo che da togliersi il cappello. I 410 mAh sono sufficienti per un utilizzo continuato per 24 giorni. Non solo sulla carta, il dato è assolutamente reale. Dopo 4 giorni di utilizzo, due dei quali con luminosità al massimo, tre con luminosità automatica, calcolo del battito cardiaco automatico ogni 10 minuti, sollevamento polso per risvegliare il display attivo tutto il giorno, la batteria segna ancora l’82%.

Davvero incredibile. Peraltro, questi giorni di test sono stati particolarmente impegnativi, perché abbiamo interagito spesso con lo schermo per spulciare i menù, o per leggere le notifiche.

Recensione Amazfit, l’eleganza al polso

Naturalmente, nel caso di utilizzo fitness intenso, l’autonomia sarà drasticamente inferiore.

Cosa manca

Premesso che il nostro giudizio definitivo su Amazfit GTR sarà assolutamente positivo, l’orologio da comprare per chi ricerca raffinatezza ed eleganza al polso, c’è qualcosa che manca in questo smartwatch. Anzitutto la possibilità di effettuare chiamate con l’orologio: è possibile riagganciare o silenziare la suoneria, ma non c’è un microfono e l’altoparlante per parlare dal polso.

Recensione Amazfit, l’eleganza al polso

Non c’è un assistente vocale (del resto senza microfono sarebbe stato impossibile) che possa inviare messaggi dal polso o avviare altre funzioni. Non c’è la possibilità di rispondere ai messaggi neppure con emoji o testi predefiniti, anche se con il tempo futuri upgrade potrebbero prevedere questa funzionalità.

Recensione Amazfit, l’eleganza al polso

Trovare altri difetti di questo smartwatch è davvero difficile, e anche le mancanze sopra menzionate possono tranquillamente giustificarsi in considerazione del prezzo e della qualità complessiva del terminale. L’unica assenza che ci fa storcere il naso è quella relativa alla opzione always-on display. La aspettiamo in un primo aggiornamento. Si spera.

Recensione Amazfit, l’eleganza al polso

Conclusioni

Amazfit GTR è bello, bello e, per fortuna, non impossibile. Non impossibile perché è già disponibile ufficialmente in Italia, non impossibile perché ha un prezzo assolutamente accessibile e competitivo, non impossibile perché ha tutte le carte giuste per una mano vincente.

L’autonomia, su tutte, è da applausi, così come il design, tra i più belli se cercate uno smartwatch che si avvicini ad un orologio tradizionale. Peccato per l’impossibilità totale di rispondere alle notifiche, chissà se un futuro aggiornamento permetterà quanto meno di inviare emoji o risposte predefinite.

Per il resto non c’è davvero cosa dire: è lo smartwatch definitivo per chi vuole spendere poco e indossare eleganza e stile.

Pro

  • Esteticamente divino
  • Solido e ben costruito
  • Display luminoso e leggibile
  • Autonomia infinita
  • Notifiche sempre puntuali
  • Prezzo competitivo

Contro

  • Scarsa interazione con le notifiche
  • Niente microfono per telefonate al polso
  • manca l’always-on

Prezzo al pubblico

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Se volete sapere quali sono, secondo noi, i 5 migliori smartwatch Xiaomi, Amazfit e Mijia, questo è l’articolo da leggere.