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Recensione MacBook Pro 15″ Retina inizio 2015, il disco suona tutta un’altra musica

Squadra che vince non si cambia, si ritocca. Non è forse questo lo spirito con cui Apple ha affrontato il rinnovo, per alcuni aspetti modesto, del MacBook Pro Retina 15″ in edizione 2015,  ma una recensione del nuovo modello del portatile di bandiera di Apple, non può non partire dalla considerazione che se presa esteriormente non cambia per nulla rispetto al modello precedente, come accade da diverso tempo in questo segmento dei portatili della Mela, ma anche dal fatto che leggendo le classiche specifiche, siamo di fronte ad un modestissimo ritocco. Addirittura la più importante (o quella che si crede lo sia) delle specifiche, la velocità del processore, è rimasta invariata e invariata è anche la CPU: si tratta dello stesso Intel Core i7 visto nel modello precedente, con la stessa scala di velocità in GHz: da 2,2 (i7-4770HQ) a 2.8 GHz (i7-4980HQ). Apparentemente anche il MacBook Pro da 13 pollici annunciato qualche settimana prima riesce a fare meglio sotto il profilo delle novità del prodotto visto che adotta i nuovi processori Broadwell. In realtà nel MacBook Pro da 15 pollici non manca qualche elemento che consiglia di mettere da parte le convenzioni, ovvero le mere specifiche tecniche, quando si tratta di valutarne l’acquisto.

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Conferme e novità
Le conferme, da tenere in assoluta considerazione per chi parte da zero e vorrebbe comprare un nuovo portatile, sono nella qualità del design e nella cura costruttiva. Il macBook Pro 15″ retina era e resta un punto di riferimento in fatto di assemblaggio e materiali. Il suo profilo, anche a distanza di tre anni dall’introduzione, è quello di una macchina premium: alluminio di alta qualità, design accattivante, spessore ridotto, uno schermo (2880 x 1800 Retina), brillante, definito, inciso. Abbiamo due porte Thunderbolt 2, due porte USB 3 disco fino a 512 GB (1TB in opzione) solo con memoria flash. Come ormai da anni, niente porta Ethernet dedicata, niente lettore ottico e niente batteria removibile.

L’aspetto è quello di un prodotto solidissimo, ottimo per la casa, forse solo un po’ sovradimensionato (anche se non impossibile da usare), come tutti i computer da 15″ se lo scopo è quello di portarselo dietro durante un viaggio in aereo, una vacanza o una trasferta in treno. La tastiera resta anche questa la stessa: precisa, ben spaziata, ovviamente retroilluminata, e molto responsiva. In pratica eccellente per chi ha necessità di scrivere velocemente. Tra le piccole novità troviamo una batteria che da specifiche dovrebbe durare un’ora di più (merito forse del leggero aumento in capacità ora da 99.5 Wh, e da qualche affinamento hardware ad esempio nella logica di funzionamento del disco).

Oltre alle conferme nelle macchine appena lanciate ci sono tre novità di cui una (la nuova scheda grafica discreta, la Radeon R9 M370X invece della precedente Nvidia GTX 750M) che potrebbe interessare un pubblico più ristretto, e altre due invece capaci di cambiare la vita a tutti: il trackpad Force Touch e il nuovo bus PCIe X4 invece che il PCIe X2.

Trackpad Force Touch
Di Force Touch su Macitynet abbiamo già scritto diverse volte. Vi invitiamo a leggere la nostra specifica recensione al proposito e un interessante “speciale” con le 15 cose che si possono fare con Force Touch. Qui aggiungiamo solo, da decennali utenti di un portatile Apple, che dopo avere usato per qualche giorno il nuovo MacBook Pro Retina 15” dotato di questa componente, si intuisce che siamo di fronte al salto generazionale più importante nei sistemi di controllo di input nei portatili degli ultimi anni. Per ora sono poche le situazioni in cui possiamo sfruttare Force Touch, ma quelle poche sono diventate in pochi giorni per noi una sorta di funzione d’uso pluriquotidiano. Ad esempio, avere l’anteprima di un file, cambiare il nome di un file, presentare tutte le finestre aperte a schermo, sono una cosa che facciamo tutti i giorni e che ora è molto più semplice fare usando il nuovo trackpad: basta fare il click profondo. Immaginiamo che man mano che questa tecnologia si diffonderà anche su altre macchine accrescendo la quantità di utenti che potranno usarla, nasceranno un grande numero di nuovi utilizzi. Specialmente in tutte quelle applicazioni molto “dense” di comandi ad esempio come quelle per il multimedia, l’editing delle foto, sarà sicuramente comodo avere un controllo che riduce la combinazione di tasti.

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Disco SSD
I dischi dei nuovi MacBook Pro sono molto più veloci grazie, come accennato, all’adozione di un bus PCI X4. Le affermazioni di Apple secondo le quali il disco potrebbe essere fino a 2,5 volte più veloce dei precedenti sono piuttosto veritiere, come abbiamo constatato con un test svolto con QuickBench che vi riportiamo qui sotto. I benchmarks hanno prima riguardato la lettura e scrittura sequenziale e random, mettendo a confronto il nuovo Mac con un MacBook Pro 15 di generazione precedente (disco da 512 GB) e i picchi raggiunti sono mediamente doppi. In un test che simula lettura e scrittura di piccoli file i dati dicono che siamo invece quasi esattamente a due volte e mezza la velocità, mentre sui grandi file siamo a due volte la velocità precedente.

Una conferma pratica l’abbiamo avuta provando a duplicare una cartella che conteneva 6800 file per un totale di 6,8 GB. Sul nuovo modello l’operazione si è conclusa in un tempo mostruosamente breve: solo 17 secondi. A titolo di confronto, sul vecchio Mac, un fine 2013 con 16 GB di Ram, processore da 2,5 GHz, la stessa operazione ha impiegato 2,38 minuti. Facendo lo stesso stesso test su una cartella sempre con 6,8 GB ma solo 24 elementi, il nuovo Mac l’ha duplicata in 10 secondi, il vecchio in 20.

Non sappiamo, quindi, se siamo di fronte ad disco fisso consumer più veloce al mondo come dice qualcuno, ma certamente il vantaggio che il nuovo Mac offre rispetto ai vecchi modelli in fatto di prestazioni dell’SSD è enorme, talmente ampio da avere ricadute sensibili sulla vita quotidiana. Basti pensare in quante situazioni viene richiamato l’intervento del disco fisso.

Prestazioni processore e scheda grafica
Non abbiamo svolto alcun test specifico su processore e scheda grafica. Come accennato in apertura il processore della macchina che abbiamo provato era lo stesso della generazione precedente (nel nostro caso un 2,2 GHz con Turbo Boost fino a 3,4GHz con 6MB di cache L3 condivisa) e anche la componente di accelerazione grafica è la stessa, un Intel Iris Pro. Nel modello da 2,5 GHz, che non abbiamo provato, abbiamo una scheda discreta Radeon R9 M370X con 2 GB di GDDR5 al posto della Nvidia GeForce GTX 650M. Questa componente, costruita ad hoc per Apple, è basata su una architettura a 28 nanometri, ha un clock da 800 MHz, un clock di memoria da 1125 MHz e un bus di memoria da 128-bit. Chi ha potuto provare macchine con questa scheda grafica, sostiene che Apple quando parla di prestazioni sensibilemente superiori a quelle della versione precedente, non fa solo marketing. In particolare i vantaggi si hanno in applicazioni come Final Cut Pro; alcuni giochi fanno segnare incrementi fino al 20% in framerate. Probabilmente tutto questo per un grande numero di persone non sarà fondamentale, ma si tratta di un passo avanti che testimonia che Apple ha spinto avanti l’affinamento dell’hardware.

Conclusioni
Il lancio del nuovo MacBook Pro Retina 15” potrebbe non rappresentare una buona ragione per spingere chi ha una macchina dello scorso anno e anche di due anni fa, ad aggiornare, ma la presenza di Force Touch e sopratutto di dischi SSD estremamente veloci, restano elementi da tenere in considerazione per chi ha macchine antecedenti e questo anche in assenza di un upgrade del processore. Si tratta di due fattori molto differenti, uno che si riferisce all’usabilità della macchina e uno di tipo tecnico, ma ambedue sono in grado di dare un vantaggio nella fruizione quotidiana. Per chi invece non ha un MacBook o un portatile in genere, il MacBook Pro Retina 15” inizio 2015 rappresenta una eccellente scelta sotto ogni profilo: ha un hardware attuale, uno schermo che rappresenta lo stato dell’arte, materiali e assemblaggio ineguagliati. Disco fisso ad altissime prestazioni e Force Touch sono due esclusive che contribuiscono a fare la differenza e a far definire il laptop di Apple come un campione da battere, anche senza gli ultimi processori Broadwell, da parte di siti che si occupano anche di PC Windows.

Il MacBook Pro 15″ Retina è in vendita su Apple Store on line, nei negozi Apple e presso gli Apple Premium Resellers con prezzo da 2.299 euro

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