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Sempre più controlli sui voli, come faremo con la tecnologia?

Il terrorismo internazionale ha compiuto un’altra vile e orrenda strage e questo ennesimo episodio di violenza sanguinaria si inserisce in una fase già delicata di trasformazione delle procedure di sicurezza relative al trasporto aereo, considerato dall’11 settembre pericoloso per chi vola ma anche per chi sta a terra.

Negli Usa la TSA, l’agenzia federale che si occupa della sicurezza e dello screening dei passeggeri che entrano nell’area “volo” degli aeroporti ha iniziato a campione in 10 aeroporti americani nuove procedure sul bagaglio a mano.

Si tratta di una espansione di quanto iniziato nello screening del bagaglio a mano un anno fa, aggiungendo adesso alcuni tra gli hub più trafficati inclusi Los Angeles LAX, Boston Logan e Detroit O’Hare. In sostanza, quel che viene chiesto in questi aeroporti è di togliere tutti gli apparecchi elettronici dalle proprie borse (e non più solo i computer) e procedere a uno screening separato e più approfondito.

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Il senso delle regole

Questo nuovo passaggio, che secondo la TSA non avrà impatti sulla durata delle code perché già oggi ottimizzato come procedura e modalità di screening, fa in realtà parte di un più complesso meccanismo di analisi della sicurezza degli strumenti elettronici che vengono portati a bordo degli aerei da quando gli Stati Uniti hanno ricevuto informazioni riservate dai partner internazionali (secondo quando indirettamente dichiarato dal presidente Donald Trump, si tratterebbe dei servizi segreti israeliani) in base alle quali si apprende che lo stato islamico progetta nuovi attentati utilizzando come contenitore per gli esplosivi computer o altri apparecchi elettronici.

L’impatto di questa scelta è stato già sottolineato dalla decisione del governo Trump appena insediato di bloccare le compagnie aree mediorientali e africane che volano verso gli Usa di far tenere in cabina passeggeri i gadget elettronici a parte i telefoni cellulari di dimensioni “normali” o grandi ma non extralarge. In questi giorni sono in corso colloqui tra il governo Usa e l’UE per decidere se e come farlo anche dai voli provenienti dall’Europa dove il traffico è molto maggiore (circa 500 voli al giorno da e verso gli Usa) e la decisione per i voli verso gli Usa di far imbarcare in stiva computer portatili, kindle, tablet, macchine fotografiche digitali e tutti gli altri strumenti elettronici dotati di batteria avrà ripercussioni notevoli. Anche perché probabilmente non si fermerà qui.

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È un problema più complesso

Le compagnie aeree non amano per niente questo tipo di scelta di sicurezza, perché crea una serie ampia di problemi: rende più complesso e difficoltoso il check in e imbarco dei passeggeri e dei loro bagagli. Rende meno felici i passeggeri. Va contro una strategia che in questi ultimi anni stava diventando sempre più interessante per le compagnie aeree: fornire servizi WiFi di connessione e di erogazione di contenuti (film e musica) durante il volo mirati all’utilizzo degli schermi dei tablet e computer dei passeggeri.

Per le compagnie aeree si tratta dell’uovo di Colombo perché, mentre i display singoli dei posti dei passeggeri sono dotati di schermi vecchi che non possono però essere aggiornati con la velocità con la quale i passeggeri comprano tablet, smartphone e computer nuovi, gli apparecchi dei passeggeri sono più veloci e moderni. Inoltre, la connessione via satellite a bordo dell’aereo è una fonte di guadagno secondaria di non piccola entità.

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Cosa si può fare

Lo scenario che si presenta adesso di fronte ai passeggeri è sconfortante: la percentuale di persone che viaggiano solo con il bagaglio a mano o comunque che non si fidano (giustamente, nell’esperienza anche di chi scrive) a imbarcare in stiva oggetti di pregio e costosi come tablet, macchine fotografiche digitali e computer portatili è molto elevata. Le ripercussioni di una scelta di questo genere possono impattare seriamente la qualità dell’esperienza di viaggio e portare a ripensare le mete finali (cioè gli Stati Uniti) almeno per chi ci deve andare per turismo.

Tra i consigli che cominciano a circolare tra manager e persone che si recano negli Usa per breve tempo è quello di lasciare tutto a casa a parte un telefono di piccole dimensioni e poi noleggiare un tablet e/o una macchina fotografica una volta giunti a destinazione. Inoltre, va notato anche che è possibile spostare molte delle attività che si fanno con apparecchi dedicati sui telefoni cellulari soprattutto se di polliciaggio superiore.

È presto vedere quali saranno le conseguenze di queste nuove regole sui voli, e quali concrete evoluzioni ci saranno in Europa. Uno degli scenari più cupi però è quello che immagina anche gli stati europei vietare la possibilità di portare in cabina gli apparecchi, elettronici a parte i telefonini.

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