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Slide to unlock: i documenti che provano come Samsung ha copiato

A Samsung non sono mancate le idee per creare funzioni di sblocco del telefono alternative allo “slide to unlock” di iPhone, semplicemente queste idee sono sembrate meno buone di quella che aveva avuto Apple e quindi ha deciso di usare quest’ultima copiandola interamente. Ecco la tesi con cui gli avvocati di Cupertino si presenteranno in aula nei prossimi giorni per cercare di dimostrare che Samsung non solo aveva piena coscienza che stava adottando un brevetto dell’avversaria, ma che l’ha fatto intenzionalmente perchè non era riuscita a trovare un sistema migliore.

Alcune delle carte che verranno usate nel corso della contesa giudiziaria, sono presentate in un esteso articolo di Appleinsider che presenta parte della documentazione processuale e le evidenze del caso.

Tutto sarebbe iniziato nel 2009, con un libro bianco firmato da Malin Andersson, Dokshin Lim, Diana Ng, Sunny Yang, Jim Kosem, Mikael Matthey e Craig Allen, parte del team Wireless UI di Samsung Design Europe. Nella serie di slide si presentava lo slide to unlock di iPhone come «un sistema che previene sblocchi accidentali senza usare tasti fisici ed è anche divertente da usare». I sistemi di Samsung erano giudicati incapaci di suscitare emozione e poco allettanti.

AvS.Amathyst.copydoc.2.040514

Nel 2010 Samsung metteva di nuovo a confronto una sua soluzione, nome in codice Amethyst, con la quale provava ad elaborare un sistema di sblocco “emozionale”. Si trattava di trascinare un lucchetto da sinistra verso destra, facendogli percorrere una sorta di dosso fino a quando non fosse collocato in una specie di nicchia. Il sistema otteneva un giudizio negativo da un panel di utenti. Amethyst è stato giudicato debole per coerenza estetica, tolleranza agli errori, efficienza e semplicità. A quel punto lo slide to unlock di Samsung era già molto simile a quello di Apple, ma veniva giudicato ancora non abbastanza efficiente. Il documento dove vengono presentati i risultati (denominato Amethyst, iPhone Usability Test Result) è ricchissimo di riferimenti allo slide to unlock di Apple; si tratta di 97 pagine fondamentali anche in chiave processuale visto che si elencano una ottantina di modifiche per rendere Amethyst più simile al sistema di sblocco di iPhone.

Una lunga serie di documenti successivi documentano in maniera ancora più chiara il processo di copia dello slide to unlock.

Ad esempio, due mesi dopo la pubblicazione di Amethyst, iPhone Usability Test Result, Samsung tornava sulla questione slide to unlock. In esso si sottolineava che il Behold 3, un telefono in preparazione per T-Mobile, aveva un sistema di sblocco ancora poco efficiente perchè operava su tutto lo schermo, mentre l’iPhone opera solo su una porzione del display. Nel maggio del 2010 un sondaggio tra utenti su un sistema di sblocco denominato “flick”, studiato per una interfaccia che aveva nome in codice Victory, dimostrava agli ingegneri che lo avevano elaborato che solo il 74% degli utenti intuiva come farlo funzionare, mentre il 100% riusciva a capire come far funzionare lo slide to unlock. A quel punto Samsung aveva ormai deciso che l’unico sistema per creare qualche cosa di altrettanto intuitivo quanto slide to unlock era copiare slide to unlock. Soluzioni alternative (come quella proposta per una interfaccia denominata Kepler) con frecce per indicare la direzione dello sblocco e una certa lunghezza del trascinamento, tutte e due cose che erano giudicate sbagliate e non intuitive usando sempre come confronto lo slide to unlock di Apple.

Di fatto, sarà la tesi di Apple, Samsung ha progressivamente e costantemente usato il sistema proprietario di iPhone come termine di paragone, cancellando le idee sorte nei suoi laboratori ritenute non altrettanto buone quanto quelle che aveva avuto Apple, sbarazzandosi delle proprie per adottare quelle della rivale. Un percorso che gli avvocati di Cupertino reputano abbondantemente documentato e in quanto tale incontestabile.ù

AvS.Kepler.copydoc.1.041514

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