Incidente mortale con autopilota, l’azienda che produce il sistema: «Non costruito per casi come questo»

Nell'auto di Tesla con il pilota automatico attivo rimasta coinvolta nell'incidente mortale, è stato ritrovato un lettore DVD portatile. L'autista, nonostante scongliato dalla casa automobilista, non aveva le mani sul volante e faceva altro mentre era alla guida?

Tesla Model s 740

Il sistema di assistenza alla guida di Tesla il cui errore ha causato la morte di una persona, non è stato costruito per evitare incidenti di questo tipo. È l’azienda costruttrice della componente, l’israeliana Mobileye,  a precisarlo.

Il controllo digitale dei motori, dei freni e dello sterzo aiuta a evitare gli urti frontali e laterali, oltre a impedire all’auto di andare fuori strada. TechCrunch riporta le parole di Dan Galves, lo Chief Communications Officer di Mobileye. Galves dice che la tecnologia che consente di evitare gli urti è specificatamente pensata per evitare possibili tamponamenti, parole che suonano un po’ diverse da quanto affermato da Tesla, che preferisce ripetere che la tecnologia non è perfetta e richiede sempre e comunque attenzione da parte del guidatore.

Galves spiega che nell’attuale generazione della tecnologia, non è previsto il tipo di incidente avvenuto e che simili scenari saranno integrati in futuro. Bisogna ad ogni modo evidenziare che quanto accaduto difficilmente potrebbe avvenire in Europa: gli attraversamenti a raso delle strade a scorrimento veloce sono pressoché inesistenti e specifiche norme di omologazione obbligano i camion a integrare barriere posteriori e laterali pensate per aumentare il grado di sicurezza passiva dei veicoli e ridurre conseguentemente quelle che sono le conseguenze degli incidenti stradali (sono quelle che, in caso di incidente, impediscono ad esempio che pedoni o ciclisti si “infilino” sotto il veicolo e rimangano schiacciati dagli pneumatici).

Intanto sulla vicenda è stata lanciata un’inchiesta in corso dell’NHTSA – l’ente federale Usa per la sicurezza stradale – per capire l’esatta dinamica che ha portato alla morte del conducente della Tesla Model S. Da part sua  Tesla ha ribadito che si tratta del primo incidente stradale dopo 200 milioni di chilometri percorsi dalle Model S con questo sistema, che non è da considerare un pilota automatico ma un meccanismo di assistenza alla guida. Il produttore ribadisce che il guidatore deve sempre e comunque prestare attenzione, non lasciare le mani dal volante.

È notizia di queste ore che all’interno dell’auto sarebbe stato ritrovato un lettore di DVD portatile, un elemento che potrebbe avere fatto distrarre il guidatore che, nonostante sconsigliato espressamente dalla stessa casa automobilistica, ha fatto affidamento all’autopilot, lasciando il volante e allontanando gli occhi dalla strada.

Il pilota automatico di Tesla è pensato per consentire all’auto di rimanere nella propria corsia, di cambiare corsia quando il guidatore mette la freccia e di regolare la velocità con il cruise control che si adatta al traffico.

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