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ThinkOffice 2.0 per Mac OS X. L’alternativa possibile.

Prologo

Gli utenti Macintosh di lunga data ricorderanno il periodo in cui c’era un vasto ventaglio di proposte nel campo del wordprocessing: l’invadente MS Word, l’elegante WordPerfect, lo snello MacWrite, Mariner Write e Nisus Writer lusingavano gli utilizzatori, ciascuno con specifiche caratteristiche.

Dopo l’arrivo della Microsoft “pigliatutto”, si è temuto per la scomparsa di ogni altra proposta nel settore, ma l’interesse scatenato dalla natura “ibrida” Unix/Mac OS di Mac OS X, ha fatto in modo che nuovi produttori si siano affacciati sul mercato.
Già  allo scorso Macworld di S. Francisco, in gennaio, ThinkFree presentava, in anteprima, la sua suite “ThinkFree Office”, che ha dalla sua la compatibilità  con gli onnipresenti formati imposti da Microsoft Office e la costruzione intorno ad un nucleo scritto in Java, che ne consente una facile portabilità  tra piattaforme informatiche diverse.
Nelle discussioni con i responsabili, che incontrammo nel loro stand, ci venne confermato il loro interesse nel supporto di Mac OS X e la promessa che ne avremmo avuto, a breve, una versione specifica per l’avanzato Sistema Operativo di Apple. Chi si era interessato a riguardo, ricorderà  la notizia che demmo ultimamente su queste pagine della disponibilità , nei punti vendita statunitensi, dell’intera suite, già  in versione 2.0, sulle quali spiccava la mancanza di quella per il Mac OS X.

Questo fine settimana abbiamo scoperto che la promessa è stata mantenuta e ne abbiamo avuto una veloce presa di contatto, installandolo su di un PowerBook G3-500, con una generosa dotazione di RAM.
Infatti, prima di procedere, uno sguardo al documento “readme” allegato, ci ha allertato sulla necessità  di requisiti di sistema medio-alti, raccomandando 256 MB o più di memoria; i 30 MB di spazio su disco, invece, non dovrebbero essere un problema per nessuno. Le richieste software, inoltre, esigono l’ultimo aggiornamento di sistema (10.1.3), nonché l’update Java 1.3.1 v.1, indispensabili per il funzionamento corretto dei programmi.
Per un qualche misterioso motivo, sul sito web della società  produttrice, non appaiono informazioni relative al prodotto rilasciato; in ogni caso, tutto quello che è opportuno sapere, viene descritto nelle note che accompagnano il package. L’installer, in perfetto stile Apple, si attiva con il solito doppio click, al quale segue la richiesta di autenticazione come Amministratore di Sistema, per procedere.
Come cartella di default, per l’installazione, viene indicata (e raccomandata) quella delle “Applications”, alla base del disco che contiene il Sistema Operativo, ma selezionando un’altra sottocartella, non si sono verificati problemi di sorta.

Composizione
Il pacchetto, completamente in lingua inglese, si compone degli elementi fondamentali, per una suite office che si rispetti: compaiono, quindi, un ThinkFree Write, applicazione di videoscrittura avanzata che permette di integrare testo e grafica, nonché di esportare il risultato anche in HTML per la generazione di pagine web; ThinkFree Calc, foglio di calcolo dalle 300 funzioni e 40 diversi tipi di diagrammi; ed un ThinkFree Show, modulo che consente di creare presentazioni e slide shows di aspetto professionale.

All’avvio, un messaggio ci avvisa di poter utilizzare per altre 29 volte la suite, prima di essere obbligati alla registrazione sul sito web del produttore e subito abbiamo sfruttato il wordprocessor integrato per scrivervi il testo di questa stessa prova.
Le varie pulsantiere hanno un’impostazione abbastanza classica, ed ovviamente non potrebbe essere altrimenti, per non ingenerare confusione negli utilizzatori ai quali si rivolge il prodotto. Nell’uso il tradizionale “copia/incolla” non ha funzionato tutte le volte e si è denotata una certa riottosità , nelle operazioni di scrolling del testo e di “drag’n’drop”.

Proprio relativamente alla grafica, per quanto nella presentazione del software si esalti che: “ThinkFree Office for Mac OS X provides the standard Aqua user interface (…)”, i puristi dell’interfaccia Aqua, storceranno il naso al vedere le finestre di apertura/salvataggio dei documenti con un aspetto alieno, assai simile a quelle dell’antipatico Windows, non ridimensionabili e senza anteprima.

Un documento “.rtf” di test, scritto con TextEdit è stato correttamente importato, conservando stili e fonts, mentre eseguendo il contrario, sono andati perduti i grassetti. La prova del fuoco è stata l’importazione di un abominevole documento “.doc” del peso di quasi 3 MB, prodotto da un’Amministrazione Pubblica, che conservo unicamente per prove di compatibilità .
ThinkFree Write si comporta onestamente, producendo degli allarmanti messaggi di errore che, comunque, non inficiano la lettura del documento, a parte delle immagini comprese che appaiono schiacciate e deformate.

Curiosando tra le preferences, una opzione “hardware acceleration” ha solleticato la nostra curiosità  e la abbiamo attivata, per quanto, nella sezione “avvertenze” si legga che, a causa di alcune limitazioni nell’implementazione dell’interprete Java nel Mac OS X, sono stati riscontrati una serie di problemi durante l’uso della suite. Personalmente, non abbiamo verificato differenze palpabili nell’uso o meno di tale opzione.

Conclusione
Sfumata, quindi, la prospettiva di uno StarOffice gratuito, non resta che suggerire di scaricare la versione dimostrativa di questo software, dal peso di circa 14.6 MB, completamente funzionante (con le limitazioni già  sopra esposte) direttamente da questo link e se di proprio gradimento, sebbene il nome ThinkFree possa trarre in inganno, acquistarlo al decoroso prezzo di 50 bigliettoni.

Ultimo bonus del pacchetto, è l’accesso ad uno spazio di 20 MB su disco remoto, denominato molto fantasiosamente “Cyberdrive”, offerto dalla società  per l’agevole interscambio di documenti tra più utenti, molto simile al servizio iDisk prodotto da Apple.

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