UK, Apple impugna contenzioso per posizione dominante sui servizi mobili

Apple prepara il ricorso in appello nell’ambito di un contezioso avviato dall’organismo di regolamentazione britannico che ha preso di mira sia Apple sia Google in merito alla loro posizione dominante sui servizi dai dispositivi mobili.

Secondo il team legale della Mela è necessario un riesame, affermando che non ci sono state le tempistiche richieste in casi del genere per portare a termine un’indagine.

Reuters riferisce che l’Autorità britannica garante della concorrenza e dei mercati intende approfondire la questione pur difendendo quanto già deciso.

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La Competition and Markets Authority (CMA) afferma che obbiettivo dell’indagine è consentire ai consumatori scelta più ampia, fornendo allo stesso tempo agli sviluppatori maggiori opportunità di innovare. L’Autorità sottolinea ancora che il 97% della navigazione da dispositivi mobili avviene con i “motori” per browser di Apple o Google.

Le indagini sono partite a novembre 2022 e sono sostanzialmente tre gli aspetti delle indagini che riguardano Apple:

– l’impatto del controllo del mercato browser sugli sviluppatori
– l’uso del WebKit come “motore” obbligatorio per i browser, elemento che secondo la CMA blocca “innovazioni potenzialmente dirompenti”
– il rifiuto a consentire l’uso di servizi di cloud gaming sull’App Store

“Abbiamo intenzione di indagare se le lamentele che sono state riportate, siano giustificate e, in caso affermativo, identificare azioni per migliorare la concorrenza e l’innovazione in questi settori”, aveva indicato Sarah Cardell, CEO ad interim della CMA annunciando le indagini.

L’appello di Apple sarà con ogni probabilità accolto ma potrebbe servire solo per prendere tempo, anche perché richiami simili a quelli dell’Autorità britannica sono stati fatti in altre nazioni e Cupertino si sta preparando a rispettare le norme del Digital Markets Act europeo (DMA), offrendo tra le altre cose agli utenti di iPhone e iPad la possibilità di scaricare app da store alternativi all’App Store, accettare pagamenti con modalità diverse dagli acquisti in-app, aprire agli sviluppatori API riservate e permettere anche l’uso di “motori” per browser diversi dal WebKit.

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