YouTube, il tag video HTML5 non soddisfa le nostre esigenze

Un post sul blog di YouTube dedicato agli sviluppatori, riassume l’esperienza d’uso del tag “video” dell’HTML5. “Questo tag assolve le problematiche base e sta facendo molti progressi ma non soddisfa tutte le esigenze di un sito come Youtube” affermano gli sviluppatori ma forse è solo un pretesto per dare slancio al WebM, il formato (ora Open Source) acquistato da Google da ON2 Technology, la società che ha sviluppato il codec originario.

Un post sul blog di YouTube dedicato agli sviluppatori, riassume l’esperienza d’uso del tag “video” dell’HTML5, da qualche tempo utilizzabile su YouTube insieme al Flash. “Il lavoro ci ha mostrato” dice il team “che, benché questo tag sia un passo avanti verso gli standard aperti, la piattaforma Adobe Flash continuerà a giocare ancora un ruolo critico nella distribuzione video”.

“Un sito come YouTube deve fornire una buona esperienza non solo ai telespettatori ma anche ai creatori di contenuti.  Non si tratta solo di puntare semplicemente il browser a un elemento video come si fa con i tag per le immagini, ritrovare e visualizzare il video. Il tag video assolve le problematiche base e sta facendo molti progressi ma non soddisfa tutte le esigenze di un sito come YouTube”.

Il post continua spiegando che tutti i browser dovrebbero supportare un formato standard aperto. “Gli utenti caricano ogni minuto 24 ore di video: è importante ridurre al minimo i formati da sostenere, soprattutto se si pensa che per ogni formato sono offerte più varianti (360p, 480p, 720p, 1080p). Abbiamo codificato i filmati con il codec H.264 sin da 2007, utilizzandolo sia per il Flash Player, sia per dispositivi mobile quali l’iPhone e Android, consentendoci di avviare la riproduzione HTML5 di molti video su browser che supportano ‘H.264 come Chrome o Safari.

“Le preoccupazioni concernenti particolari brevetti” continua il post, “hanno impedito ad alcuni browser di sostenere l’H.264 e ciò a sua volta ha impedito all’HTML5 di avere un formato standard. Crediamo che il web abbia bisogno di un’opzione per uno standard libero, un formato che non solo risolva le preoccupazioni con le licenze ma che sia anche ottimizzato per servire il video sul web”. Google si dice ovviamente entusiasta del suo progetto WebM (un formato open source basato sul codec VP8, esente dal pagamento di royalty e utilizzabile su computer ma anche tablet e smartphone) e sottolinea come questo sia stato adottato già anche da Mozilla e Opera e come Adobe si sia impegnata a sostenerlo anche in una futura versione del Flash Player.

Il team parla dell’esigenza di avere “un controllo preciso del buffering e controllo dinamico della qualità”, esigenze risolvibili con il Flash Player, combinando Actionscript con video streaming HTTP o RTMP, problematiche non risolvibili al momento con l’HTML5 (a onor del vero vari vendor e organizzazioni stanno lavorando per risolvere tali questioni). Per la sezione YouTube Rental (uno store per l’acquisto di filmati), i proprietari dei video richiedono protocolli di streaming sicuri, quali l’RTMPE, per essere sicuri che il video non possa essere ridistribuito.

Altri vantaggi del formato Flash sono la semplicità con cui è possibile eseguire Encapsulation e l’Embedding di video in siti diversi, la possibilità di riprodurre video in formato fullscreen (sfruttando anche l’accelerazione hardware) e la possibilità di accedere alle webcam e al microfono degli utenti.

[A cura di Mauro Notarianni]