Caso SCO contro Linux, è Microsoft il burattinaio?

di |
logomacitynet696wide

Il caso SCO si surriscalda. In un messaggio email indizi su un coinvolgimento di Microsoft che avrebbe finanziato la causa contro il mondo Linux. L’open source si indigna e lancia accuse: “Ecco il burattinaio”. Ma SCO replica: “E’ solo un malinteso”

Esiste una stretta relazione tra la causa intentata da SCO contro il mondo Linux, accusato di avere usato per il sistema operativo parti di codice coperte da copyright, e la battaglia che Microsoft conduce in maniera, apparentemente, parallela, contro il sistema operativo open source? Questa tesi, sostenuta da tempo da alcune dell fazioni più radicali del “software libero”, ha trovato nuova linfa grazie dalla pubblicazione di un messaggio di posta da cui emergerebbero le prove del rapporto tra SCO e Microsoft.

La lettera, datata 12 ottobre e inviata da un consulente esterno di SCO (Mike Anderer) al vicepresidente della società  che detiene i diritti di Unix, fa riferimento esplicito a più 30 milioni di dollari in investimenti diretti cui si sommerebbero ai 50 milioni di dollari portati alla società  da BayStar, una società  di investimenti che viene citata come “un referente di Microsoft”. In totale, stando al messaggio, Microsoft direttamente o indirettamente avrebbe portato nelle casse di SCO 86 milioni di dollari, esplicitamente finalizzati a supportare la battaglia legale per ottenere profitti dalle proprietà  intellettuali, ovvero per combattere la battaglia contro Linux.

In risposta alle supposizioni, illazioni e alle accuse che, immediatamente, hanno dilagato su Internet in siti indipendenti e dediti alle informazioni, SCO ha respinto sdegnosamente ogni accusa. Pur ammettendo che il messaggio è autentico la società  dello Utah ha sottolineato con forza che esso era stato frutto di un fraintendimento di un collaboratore esterno cui era già  stato detto al momento in cui scrisse la lettera che Microsoft non aveva nulla a che fare con l’investimento di BayStar. A sua volta Microsoft ha confermato che le uniche relazioni che intercorrono con SCO sono quelle stabilite in base all’acquisto in licenza di alcune tecnologie, Linux. BayStar, di cui già  qualche tempo fa si erano sottolineati i rapporti diretti con Microsoft, ha ribadito che l’investimento di 50 milioni di dollari non è connesso agli interessi di Microsoft.

Diverse testate giornalistiche fanno però notare che ci sono altri punti che, se non altro, lasciano ancora nell’ambiguità  la vicenda. Ad esempio dal messaggio sembra emergere che Microsoft avrebbe potuto versare, se necessario, altri soldi nelle casse di SCO usando metodi simili a quelli usati per portare i 50 milioni di BayStar. In pratica, secondo l’e-mail, Microsoft avrebbe potuto investire in SCO usando società  collegate.

I siti dediti all’Open Source, da parte loro, non hanno dubbi. L’email di Anderer è la “pistola fumante” che cercavano da tempo e che conferma che il burattinaio dell’intera vicenda che coinvolge come parti in causa, IBM, Novell, Red HGat Linux e, da qualche giorno, anche due grandi industrie che usano LInux nelle loro aziende (Daimler Chrysler e AutoZone), è in realtà  Microsoft.