Gmail, dopo un anno vuole andare oltre l’infinito

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Era attesa l’uscita dalla fase beta per aprirsi a tutti gli utenti ma questo non è avvenuto. La sorpresa è stata invece il debordare del limite di immagazzinamento dei dati che ora offre Gmail.
Si parte con 2 GB per andare all’infinito, anzi, di più. E nonostante la novità sia arrivata il primo aprile nulla di tutto ciò è uno scherzo. Ma Google ama giocare su altri temi.

La fucìna di creatività  digitale che è Google è stata in grado di tirare fuori dal cilindro un coniglio ancora più grasso per Gmail.

Ieri, ad un anno di distanza dall’esordio sibillino di Gmail, in molti avrebbero scommesso che la parola “beta” sparisse dal logo del servizio gratuito di posta elettronica, ma invece nulla è cambiato in questo senso per volontà  di Google, se non un leggero ampliamento del bacino d'”utenza casuale” avviato qualche giorno fa.

A Google si sono mossi su un altro versante e, in attesa del giorno in cui Gmail diventerà  un servizio disponibile per tutti, hanno portato ben più in alto il limite d’archiviazione, come minimo raddoppiando il già  vertiginoso 1 GB che tanto ha reso famoso Gmail. Come minimo perché Gmail non si fermerà  a 2 GB promessi ma andrà  verso un limite inesistente, verso l’infinito… o meglio, sempre qualcosa in più, semmai possibile, dell’infinito.

Parole dei responsabili di Goggle, anzi progetto schizzato sul primo tovagliolo di carta avuto per le mani in qualche pausa caffè (e le tracce sono evidenti) e diventato il verbo per il futuro di Gmail (ritratto qui a lato). Che poi questa sia una storia vera o un geniale sistema di marketing per auto-promozionarsi, poco importa, meritano comunque il plauso per l’idea di pubblicarlo.

Ma come si ottiene il raddoppio della propria mailbox? I fortunati possessori di un account non devono fare nulla, da ieri il processo di moltiplica dello spazio è partito e, automaticamente, è in viaggio verso i 2 GB; Gmail ha fatto partire i cronometri e al ritmo (calcolato artigianalmente) di 1 MB aggiuntivo ogni minuto e 45 secondi porterà  tutte le caselle di posta attivate a 2 GB entro il mezzogiorno (ora italiana) di oggi 2 aprile… cosa accadrà  dopo, al momento di andare online ancora non lo sappiamo, visto che a Google intendono continuare a gonfiare la mailbox, anche se non necessariamente con quel ritmo, per “accontentare le necessità  degli utenti, anzi anticiparle”.

“Ci piacerebbe che lo spazio d’archiviazione a disposizione su Gmail non fosse più un problema di cui curarsi” è quello che dichiara Marissa Mayer e Georges Harik aggiunge “continueremo ad aumentare la disponibilità  continuamente e non ci fermeremo, finché tecnicamente possibile”.

La “G” di Gmail pare proprio che voglia significare “growth”, ovvero “crescita”, quale migliore realizzazione pratica di un tale proposito?

Detto ciò è solamente un dettaglio aggiungere che Gmail da ieri abbia integrato il supporto al “rich text” e a 60 colori “dell’arcobaleno”.

Google in questi giorni ha lanciato un nuovo servizio (per ora relegato ad alcune città  degli Stati Uniti) che mira a tracciare su carta geografica il posizionamento dei taxi e/o minibus e/o limousine di alcune compagnie e quindi sapere in ogni momento dove trovarli, per ora Google Ride Finder non funziona su Safari.

A tema con gli scherzi del primo d’aprile di ieri, infine, segnaliamo anche l’idea divertente di Google: Google Gulp, la nuova bevanda energetica di Google, contiene Auto-Drink (che muta in meglio i geni di chi la ingerisce) ed è stata studiata in quattro sapori rinfrescanti e a base di frutta raccolta tra la Bolivia e il Perù (Glutamate Grape, Sugar-Free Radical, Beta Carroty e Sero-Tonic Water) dal responsabile del progetto, Urs Hoelzle. In bottigliette di vetro, tipo Snapple, il contenuto scatena uno stimolante elettrolitico per i neuroni… è dietetica, naturalmente! Come fare per avere una Google Gulp? Semplice, il sistema è il passaparola di chi l’ha già  provata, tipo Gmail, anzi il “passa-tappo-già -stappato” e grazie a questa “moneta di scambio” si otterranno altre bottiglie presso il mini-market sotto casa; loro lo chiamano “marketing virale”. La sequenza del DNA di chi beve Google Gulp è quella rappresentata qui sotto e assomiglia tanto all’Orsa Maggiore dellla Costellazione Google, la Googleplex.

Dimenticavamo quasi di ricordare che Google Gulp è un prodotto in fase beta: “abbiamo visto troppe aziende annunciare versioni 1.0 dei loro prodotti per poi trovarsi pentite dei troppi bug che ancora devastavano gli utenti, avete mai sentito parlare della roba di Redmond? Sono sempre in emergenza e devono spedire i loro manager in tv a scusarsi e ad annunciare cambi di direzione. No grazie a noi piace restare liberi di scegliere”, firmato Google.