Google, stop al supporto dei vecchi browser per Docs e Sites

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Dal primo marzo non più supportate le vecchie versioni dei browser (Explorer 6, Firefox 2.0 e Safari 2) per le applicazioni Google Docs e Google Sites. Una mossa per spingere gli utenti ad usare browser più moderni e sicuri.

Google terminerà  di supportare Microsoft Internet Explorer 6 per l’uso con Google Docs e Google Sites dal 1 marzo. Il mancato supporto si applicherà  anche alle vecchie versioni di browser quali Firefox 2.0 di Mozilla, Safari 2.0 di Apple e persino alla versione 3.0 di Chrome. Con questa mossa, la grande “G” spinge gli utenti ad usare browser più moderni e sicuri. “Molte altre aziende hanno già  smesso di supportare browser quali Explorer 6.0, così come browser non supportati dagli stessi produttori” ha scritto Rajen Sheth, Senior Product Manager di Google in un post nel blog di Google Docs.

Gli utenti potranno ancora accedere a documenti, fogli di lavoro e presentazioni con i vecchi browser ma “nuove funzionalità  potrebbero non essere disponibili e alcune caratteristiche smettere di funzionare”. La chiusura verso Explorer 6 è una scelta interessante: molte aziende hanno installato per default sui PC questa storica versione (fu rilasciato la prima volta il 27 agosto 2001) insieme a Windows XP. Secondo Forrester Research, il 78% delle imprese usa ancora computer con Explorer 6, principalmente perché è ciò che trovano nei computer acquistati. Questa versione di Explorer, purtroppo, non solo non supporta totalmente gli standard del W3C, ma è afflitta da varie vulnerabilità , alcune delle quali molto pericolose e in grado di consentire a malintenzionati di prendere il controllo delle macchine (PC World è arrivato a definirlo “uno dei peggiori prodotti di tutti i tempi”).

Ad ogni modo, a sentire Google, l’abbandono del supporto ad Explorer 6 avviene più che per motivi di sicurezza, per motivi di velocità  e praticità : “Il web continua ad evolvere alla velocità  di un fulmine e solo un browser aggiornato consente di usare le ultime applicazioni per il web”.
[A cura di Mauro Notarianni]