Il computer si smaltisce con il “vuoto a rendere”

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Cominciano ad essere troppi i rifiuti hi-tech e anche l’Italia recepisce le leggi europee in materia di smaltimento rifiuti. La distribuzione dovrà ritirare gratuitamente il vecchio contestualmente all’acquisto del nuovo.

Per smaltire correttamente i vecchi elettrodomestici, i cellulari, i condizionatori, i computer, le radio, i televisori ed anche i tubi al neon e i trenini elettrici, insomma tutta quella massa di rifiuti elettrici ed elettronici sempre più numerosi nelle case degli italiani, è stata varato definitivamente dal Consiglio dei Ministri il decreto legislativo che recepisce tre direttive UE in materia.

Si vuole migliorare la situazione ambientale riguardante lo smaltimento di un vastissimo settore di oggetti, molto diversi tra loro. Proprio ai cittadini che li comprano e utilizzano si rivolge il nuovo decreto, eliminando ogni complicazione al momento in cui se ne disfano per acquistarne uno nuovo, vietando la presenza di sostanze dannose per la salute e per l’ambiente. Le tre direttive che vengono recepite insieme si basano su due cardini: il bando delle sostanze pericolose e la responsabilità  estesa del produttore.

Si tratta di proibire l’impiego di mercurio, cadmio, cromo esavalente e alcuni ritardanti di fiamma. Il vero cardine della direttiva è però è quello relativo alla responsabilità . Si basa sul principio che, se il produttore è tenuto a sobbarcarsi i costi del trattamento del prodotto quando questo diventa rifiuto, cercherà  di produrre apparecchiature sempre più “pulite”, al fine di contenere i costi a suo carico. Nello stesso tempo il decreto stabilisce l’obbligo, da parte del distributore, di ritirare gratuitamente la vecchia apparecchiatura al momento della consegna di una nuova. L’attivazione di questo meccanismo, oltre a ridurre drasticamente i rifiuti abbandonati, contribuirà  ad aumentare rapidamente la quantità  raccolta, dato che il cittadino non avrà  alcun interesse a non riconsegnare l’apparecchiatura usata.

Obiettivo: raccogliere almeno 4 Kg di rifiuti elettrici per abitante all’anno entro la fine del 2008 (oggi la raccolta è di poco superiore a 1,5 Kg), chiedendo al servizio pubblico di realizzare aree attrezzate per la raccolta dei rifiuti hi-tech che verranno conferiti sia dai cittadini che dai distributori. Gli impianti di trattamento dovranno raggiungere obiettivi di riciclaggio e recupero differenziati a secondo delle categorie di prodotto, e dovranno seguire norme tecniche che garantiscano l’ambiente.

Si parte il 13 agosto 2005.

“Sono molto soddisfatto – ha dichiarato il ministro Matteoli – perchè con l’approvazione del decreto sui rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche l’Italia ha recepito tutte le direttive comunitarie in materia di rifiuti. Quando sono arrivato al Ministero non erano operative molte norme che riguardano la maggior parte dei rifiuti prodotti sul territorio nazionale e questo metteva a rischio l’ambiente e la salute dei cittadini”.