Iomega licenza un quarto dei dipendenti

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Iomega tagli di un quarto la sua forza lavoro e abbandona il progetto per il micro-HD DCT. Troppo affollato il settore dei supporti d’€™archiviazione dell’€™elettronica di consumo.

Nuovi problemi per Iomega. La società  americana divenuta un colosso dell’€™IT con il lancio, avvenuto molti anni fa, dello ZIP e poi colpita da una difficile crisi coincisa con l’€™ondata dei CD-RW e del crollo dei prezzi nell’€™ambito del’€™archiviazione, ha annunciato nel week end di avere disposto il licenziamento di 145 dipendenti.

La drastica decisione che riduce un quarto la forza lavoro, è dovuta almeno in parte, come chiarisce la stessa Iomega, all’€™abbandono di DCT. Annunciata con grande enfasi alcun mesi fa la tecnologia avrebbe dovuto condurre alla creazione di HD di ridottissime dimensioni con capacità  fino a 1,5 GB per l’€™impiego in dispositivi digitali.

Il disco era stato presentato in forma di prototipo al Consumer Electronic Show di Las Vegas nel contesto del quale Iomega aveva anche reso noto di avere individuato dei potenziali clienti e di averne fissato il rilascio per la primavera dell’€™anno in corso. Successivamente si è appreso che DCT non sarebbe stato rilasciato per i costi correlati alla sua effettiva presentazione commerciale, impossibili da sostenere per un’€™azienda che nel corso del secondo quarto aveva perso quasi 20 milioni di dollari su 77 milioni di fatturato.

Iomega, per pensa di risparmiare grazie ai licenziamenti fino a 35 milioni di dollari l’€™anno, sta ancora valutando la possibilità  di concedere in licenza ad altri DCT, ma per ora non ci sono notizie precise in merito. Molti osservatori ritengono che l’€™abbandono dell’€™ambizione di commercializzare DCT suoni come un campanello dall’€™allarme che segnala l’€™affollamento del settore dell’€™archiviazione nel settore dell’€™elettronica di consumo.