La strada per Laptopia passa dal Mac

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Secondo Linux Journal le distribuzioni del sistema operativo del pinguino ancora non sono pronte per il prime time sui portatili. L’unico sistema valido (Windows non viene neanche preso in considerazione) è e rimane Mac Os X

Doc Searls è senior editor di una delle più autorevoli riviste dedicate al sistema open source creato da Linus Torvalds, Linux Journal. La sua rubrica, Linux for Suits, Linux per gente in giacca e cravatta, si rivolge al mercato più critico per la piattaforma open source, quello del mondo degli affari, da molti considerato un dominio esclusivo del sistema operativo con le finestre di Redmond.

Per questo Searls si è dedicato a una serie di prove sul campo per vedere se negli ultimi tempi le distribuzioni di Linux sono migliorate nella gestione dei sistemi portatili. Ma la ricerca non ha dato i frutti sperati: “Sicuramente i PowerBook sono i computer da sconfiggere. E’ esattamente quello che mi aspetterei di vedere con i nuovi ThinkPad di Ibm con installato Linux. No, non mi aspetto che facciano tutto quello che fa un PowerBook. Mi aspetto che facciano di più. Spero”.

La speranza è vana, almeno per adesso, scrive nel suo articolo Searls, che rivela non solo di essere un utente sfegatato delle macchine di Apple, di apprezzare non solo l’interfaccia di Mac Os X ma anche il connubio tra le fondamenta Unix e le applicazioni per la produttività .

Ma quello che rivela il giornalista, con la sua esperienza di decine e decine di meeting e conferenze del mondo open source in tutti i principali luoghi in America in cui viene prodotta l’innovazione per la piattaforma, è una verità  che da tempo in molti percepivano.

“Nel circuito degli appassionati di Linux e dei geeks – scrive Searls – oggi i PowerBook sono popolari quanto le macchine fotografiche digitali. Negli ultimi due anni, per esempio, solo nelle due maggiori conferenze organizzate da O’Reilly, eTech e OSCon, i PowerBook rappresentavano circa la metà  della popolazione di laptop presente. Lo scorso autunno, all’ApacheCon, erano la maggioranza. (…) Molti esperti di informatica che conosco usano un PowerBook on the road e a casa amministrano invece server Linux. E gli funziona molto bene. Per ripetere quello che mi ha detto Blake Stone, responsabile dei sistemi informatici di Borland, mentre stava connettendo il suo 17 pollici a Internet usando un telefono Sony Ericsson , Bluetooth e la rete T-Mobile, “Os X è la mia distribuzione Linux preferita”.