Pericolo Xserve!

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Già , chi teme il server di Apple che: costa meno della concorrenza, ha un software intuitivo e pare funzionare bene anche sotto forte stress?

Inizialmente abbiamo preso sottogamba le prime avvisaglie che di tanto in tanto ci giungevano dalle figure più variegate, ma ora il sospetto comincia a concretizzarsi.

Xserve è un pericolo virtuale per molti… ma per chi?

Ovviamente per chi vende server di altre marche, forse per i venditori e installatori di infrastrutture e poi ancora forse per i gestori di reti. Ma andiamo con ordine.

“Per comprare hardware Apple bisogna fare mutui e ipoteche” è una delle banalità  infondate sentite da anni (anche da poco informati, ma in buona fede) che si applicano in genere ai prodotti di Cupertino.
Non cambia la musica anche per Xserve, anzi, si può dire che il server di Apple sia, a conti fatti (tra hard e soft), uno dei migliori prodotti sul mercato con un rapporto prezzo/prestazioni molto vantaggioso (si parte da 3.700 euro, IVA compresa), se poi confrontato ai prezzi stratosferici di blasonati server di altri marchi oppure confrontato con licenze software da molti zeri, che rischiano di aumentare a dismisura se per caso l’utenza al server (e quindi presumibilmente il business) dovesse “sfortunatamente” aumentare, allora i conti sono presto fatti… e Jobs non mancò di sottolinearlo, nel maggio del 2002, quando presentò il primo Xserve, il video di allora è ancora online.

Quindi? Xserve nemico numero uno per i rivenditori specializzati di server.

“Per cambiare un pezzo di un Mac bisogna rivolgersi solo alla Apple e i costi/tempi sono dolori” è ancora per molti versi una motivazione accettabile, ma soprattutto per i portatili e i PowerMac (e di questo ci rammarichiamo continuamente), per gli Xserve hanno così tanto facilitato le cose che, il server di Apple, è praticamente un grosso (ma sottile) kit assemblato, superato forse solo dal recente PowerMac G5 per facilità  nell’accesso e nello smontaggio delle parti interne: qui gli hard disk si sganciano senza avere un cacciavite sottomano e senza spegnere il computer, ventole, alimentatori e quant’altro sono addirittura componenti che Apple provvede a vendere all’utenza, per sostituirli senza l’ausilio di personale specializzato.

Quindi? Xserve nemico numero uno dei centri assistenza.

“Il sistema operativo di Apple è bello, ma non è gestibile professionalmente… con tutte quelle icone colorate!” è una sintesi parziale di tanti balbettii più o meno scombinati dei vari tecnici che si sono spezzati le reni con anni di installazioni su PC di software e driver, smontaggio/montaggio di schede, download di patch, etc. Certo, ci dispiace per le loro fatiche e i loro sudori, ma Mac OS X Server è maturo e tutti i servizi offerti sono di alto livello, per non parlare di Rendezvous, non esiste niente di simile altrove per rendere la vita facile agli utenti… non piace Mac OS X Server? Metteteci Linux, così fanno alcuni produttori e addirittura ministeri della difesa li preferiscono e li acquistano a centinaia.

Quindi? Xserve “nemico” numero uno di chi fa assistenza per la gestione di rete e non ha esperienza con i computer di Cupertino.

Pare proprio che con un muro di opposizione così alto, che oltrettutto sopravvive economicamente proprio grazie ai problemi del mondo PC, la vita di Apple sarà  dura nel campo server: forse da Cupertino non raggiungeranno mai altissime quantità  di vendita con questo ottimo prodotto che combina un hardware e un software di valore, un valore forse maggiore a quello che si trova nei prodotti consumer, ma se ci riuscissero sarebbe una vittoria senza precedenti a cui tutti dovremo inchinarci.

Certo bisognerebbe che il pubblico conoscesse l’esistenza di Xserve… qui sopra riprodotto in una delle rare, rarissime pubblicità  che ci è capitato di osservare su riviste specializzate italiane (era l’ottobre 2002).