Radeon 9000 Pro, alla scoperta delle schede 3D di nuovi G4

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I nuovi G4 presentano, tra le molte novità , anche nuove schede di accelerazione 3D, le Radeon 9000 Pro. Ecco quello che volevate sapere su prestazioni e architettura.

Tra le diverse novità  che abbiamo visto comparire nei nuovi G4 annunciati ieri una parte di rilievo spetta sicuramente alle nuove schede di accelerazione.

Il primo aspetto d’interesse è che Apple, per la prima volta da una paio di generazioni a questa parte, inverte i ruoli tra ATI e Nvidia. Se in precedenza erano le GeForce a rappresentare il ruolo di schede di fascia alta, ora tocca alla società  Canadese.

Ricordiamo infatti che nella serie di G4 presentati a gennaio sul modello entry level era presente una Radeon 7500 e sui due modelli di fascia alta una GeForce. Ora accade, invece esattamente il contrario. Sul modello da 867 MHz troviamo una GeForce 4 MX (ridotta a 32 MB di Ram contro i 64 dei vecchi G4 non base) e sui PowerMac da 1 e 1,25 GHz delle Radeon 9000.

La vera novità  sono proprio queste ultime schede e per questo può essere interessante conoscerle da vicino.

ATI ha presentato la nuove Radeon lo scorso 18 luglio, in coincidenza con il MacWorld Expo. Due i modelli fino ad oggi annunciati, la Radeon 9000 (in versione standard e Pro) e la Radeon 9700 (non ancora disponibile). La prima (in versione Pro) è quella utilizzata da Apple per i nuovi PowerMac.

Alla base della Radeon 9000 Pro (che si distingue dalla versione standard per una velocità  di clock più alta, 275 MHz contro 250) c’è il processore RV250. Il chip è sostanzialmente una evoluzione dell’RV200 che era alla base della precedente serie di schede grafiche, le Radeon 8500. Il suo compito è quello di competere nel mercato entry level con i processori della serie NV17 che sono quelli utilizzati delle GeForce 4 MX.

La Radeon 9000 Pro è quindi destinata quindi ad alimentare il mercato lucroso delle schede al di sotto dei 200$, ma non vuole rappresentare una vera e propria rivoluzione nel campo dei processori grafici. ATI ha puntato ad avere un ottimo rapporto prezzo/prestazioni, a ridurre la dimensione del chipset e ad ottimizzare i consumi, ma non a competere al massimo livello con, ad esempio, le GeForce 4 Titanium. Questo ruolo viene affidato invece alla Radeon 9700 che, pur annunciata, non è ancora in produzione e che dovrebbe essere qualche cosa di realmente incredibile in fatto di framerate. Lo stesso Carmack ha usato, secondo alcune voci, proprio una Radeon 9700, fondata sul chip RV300, in stadio prototipale durante la demo del nuovo Doom all’E3 di Los Angeles.

Questa strategia di ristrutturazione della linea che si pone primariamente il compito di proiettare la Radeon in una fascia di mercato che per prezzo e prestazioni non era quella della Radeon 8500, è che la Radeon 9000 Pro raggiunge il suo scopo nell’offrire un buon rapporto prezzo/prestazioni, ma non brilla di luce particolarmente luminosa quando si tratta di velocità  assoluta

Nonostante un fill rate di 1.1 miliardi di pixels al secondo, di fatto identico a quella della 8500 e alla GeForce 4 MX la riduzione ad una delle unità  di textures per ciascuna pipeline che svolge i calcoli sui pixel determina, specie in giochi come Quake Arena molto sensibili a questo aspetto, porta ad un degrado delle prestazioni sia nei confronti della vecchia 8500 che della GeForce 4 MX 460, la versione top della scheda MX di Nvidia

ATI, consapevole di questo gap, ha cercato di rimediare a questo problema, migliorando altri aspetti, e in alcune situazioni effettivamente la Radeon 9000 Pro supera la concorrenza, ma questo non accade sempre anche se è bene ribadire che l’intenzione di ATI con la Radeon 9000 non era quello di sconfiggere Nvidia, ma solo di proporre un prodotto che nel rapporto prezzo/prestazioni si collocasse ad un livello superiore, e questo scopo viene raggiunto dalle nuove ATI.

La società  Canadese, ad esempio, ha migliorato nelle Radeon 9000 il supporto per la decodifica del DVD e aggiunto una nuova tecnologia, mutuata dal pixel shader delle Radeon 9700, e denominata Fullstream. Il suo compito è quello di produrre una sorta di effetto antialiasing nei filmati in streaming eliminando l’aspetto “blocchettoso” che alcuni di essi presentano. Al momento solo Real supporta questa caratteristica, ma in futuro si può pensare che anche QuickTime possa beneficiare di essa.

Detto degli aspetti generali resta da stabilire che cosa l’adozione della scheda Radeon 9000 Pro significa per gli utenti Mac.

Coloro che sono preoccupati per un non sufficiente balzo in avanti delle prestazioni o, addirittura, per salto all’indietro, dovrebbero però essere rassicurati dal fatto che Apple fino a ieri utilizzava nei suoi G4 una GeForce 4 MX 440, un modello di fascia media che produceva 1.1 miliardi di Texels/Sec; 34 Milioni di triangoli con 6.4GB/Sec di banda.
Le nuove Radeon producono sempre 1.1 miliardi di texels al secondo, ma sono superiori in fatto di triangoli al secondo di banda (che è di 8,8 GB a secondo). In aggiunta a questo va detto che i raffronti svolti da numerosi siti che si trovano in rete e che dimostrano come la Radeon 9000 Pro non sia veloce come le GeForce 4 MX, utilizzano per il testa a testa il modello 460 di Nvidia, superiore a quello usato attualemente da Apple.

Il risultato è che la Radeon 9000 Pro garantiranno un salto di qualità  in fatto di prestazioni se paragonate alle GeForce 4 MX dei vecchi G4.

D’altra parte di deve anche dire che anche se la Radeon 9000 non è al momento la più veloce delle schede sul mercato, è sicuramente quella che nella fascia entry level usata da sempre da Apple per le sue macchine rappresentava l’unica scelta possibile.

Cupertino non poteva upgradare i suoi Mac alla GeForce 4 MX 460, che sarebbe risultata una scelta poco comprensibile per gli utenti, né poteva collocare schede di fascia alta come le GeForce 4 Ti o le Radeon 9700 (che per giunta non sono ancora disponibili). In vista ci sono, è vero, una Radeon 9500 (che avrà  il processore RV300 della Radeon 9700) e una nuova GeForce (basata sul processore NV18), ma si tratta di prodotti che devono ancora vedere la luce.