SanDisk si accorda con l’italiana Sisvel

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SanDisk si arrende e acquista un licenza le tecnologie gestite dall’Italiana Sisvel che lo scorso anno la costrinse a ritirare i player Sansa dal Cebit. La ditta Torinese: “Ora abbiamo nuovi obbiettivi”

Alla fine della contesa SanDisk ha ceduto e Sisvel ha avuto ragione. L’annuncio della pace, che nella fattispecie significa l’acquisto da parte della società  americana delle tecnologie MPEG audio gestite dalla società  italiana (basata a Torino), è giunto nel corso della giornata di oggi con un comunicato congiunto.

Il patto rappresenta una importante vittoria per Sisvel che da tempo aveva aperto un contenzioso legale con SanDisk, accusata di usare illecitamente alcuni brevetti registrati, tra gli altri, da France Telecom, Telediffusion de France, Philisp e Institut fur Rundfunktechnik, affidati per lo sfruttamento proprio a Sisvel. SanDisk ha sempre respinto la posizione della controparte, sostenendo di usare sistemi di compressione e decompressione audio dversi da quelli di cui rivendicava i di ritti Sisvel. Nel corso degli ultimi mesi, a cominciare dal sequestro ordinato da un giudice tedesco di tutti i player MP3 SanDisk presenti all’Ifa di Berlino, la tesi di SanDisk si è via via indebolita, fino a lasciar presagire una fine favorevole a Sisvel quando alcune settimane fa un altro giudice tedesco sentenziò che il sequestro, contro cui la casa di Milpitas si era opposta, era legittimo.

Una volta ottenuto un prezioso riconoscimento aggiungendo SanDisk alla lista dei propri licenziatari (tra i quali ci sono tutti i principali operatori del settore da Apple a Microsoft), Sisvel sembra essere ben decisa a portare a termine l’esame dei produttori che ancora non hanno riconosciuto i suoi diritti sulle tecnologie MPEG e continuano ad usarle senza averne l’autorizzazione. Nel corso dei primi due giorni del Cebit infatti la società  torinese ha disposto un’ispezione per verificare se ci fossero in mostra prodotti “sospetti” e sembra averne trovati. Tra coloro che sarebbero stati già  colpiti c’è la cinese Mele Digital Technology il cui stand, che si trova a poca distanza da quelo di Sisvel, era desolatamente vuoto questa mattina.

Da parte sua Sisvel preferisce non commentare né sul numero delle società  che vuole perseguire né su quali saranno le prossime mosse, ma fa chiaramente capire di non essere intenzionata a restare con le mani in mano se irregolarità .

“Non posso dire che cosa faremo né chi abbiamo nel mirino – ha detto Thomas Hartmann, senior manager di Sisvel – ma confermo che abbiamo una lista di sospetti e che l’elenco non è ancora completo. Potrebbe succedere qualche cosa molto presto”