Scuola digitale italiana: la scelta cade su Microsoft

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Firmato il protocollo d’intesa da Renato Brunetta, Maria Stella Gelmini e la filiale italiana dell’azienda di Redmond. La scelta di campo è per tre anni di formazione dei docenti alla multimedialità  nella didattica.

Collaborazione per favorire l’accesso diffuso alle tecnologie da parte di insegnanti e delle loro classi, promuovere sperimentazione di tecnologie dedicate a docenti e studenti, diffondere le competenze tecnico-didattiche fra i docenti della scuola. Questi gli obiettivi del protocollo firmato dai ministri Brunetta (PA e Innovazione) e Gelmini (Istruzione, Università  e Ricerca) con Microsoft Italia.

Insieme al colosso di Redmond, anche IBM, Intel e Telecom Italia. L’obiettivo più ampio è quello di far partire il progetto “[email protected] 2.0 (sic), con la scuola digitale dotata di lavagne interattive multimediali (preparate da gennaio scorso), e l’utilizzo delle modalità  interattive ed avanzate dell’ICT nella scuola.

Sembra complesso perché in realtà  lo è: 30mila lavagne interattive (l’assegnazione fatta su gara d’appalto è ancora parzialmente bloccata da ricorsi degli sconfitti, che mettono in dubbio la validità  della gara stessa), 100mila insegnanti in formazione, didattica digitale in 156 tra scuole primarie e secondarie, servizi avanzati di comunicazione scuola-famiglia sul Web, pagelle e certificati online, registro elettronico di classe, SMS di notifica se i figli non si presentano la mattina a scuola.

àˆ il cuore del piano eGov 2012, il progetto ambizioso di questo governo per trasformare la scuola primaria e secondaria, proiettandola nel XXI secolo e usando tecnologie dei più grandi e riconosciuti soggetti del mercato ICT. Molti aspetti sono all’occhio della stampa nazionale, che però sembra non avere particolare interesse a sviscerare i pro e i contro della vicenda: dalla decisione di Brunetta di far mettere nimi-PC (netbook) in mille classi al mese per i prossimi quattro anni in modo tale da arrivare a fine legislatura con tutti gli studenti dotati di PC piccoli e sotto-potenziati ma indubitabilmente economici. Per una singolare coincidenza, proprio questo mese l’edizione italiana di Wired dedica la sua copertina alla “iSchool” e anche qui, in maniera celebrativa, vengono esaltate le magnifiche e progressive sorti della digitalizzazione a tutti i costi e a tappe forzate.