Tutto è naturale con una penna magica

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No, non è una favola. E’ una tecnologia sulla quale si lavora alacremente in Giappone e che potrebbe dimostrarsi vincente per svecchiare lo stantio mondo delle interfacce non naturali attraverso le quali comunichiamo con i computer.

L’idea è semplice: estendere il trascinamento degli oggetti virtuali contenuti nello schermo del computer verso altri schermi di altri computer. Elementi necessari per compiere la magia: una penna dotata di un sistema di riconoscimento univoco, schermi touch screen e una rete locale veloce.

La ricetta per riuscire a portare in modo semplice e intuitivo i dati da un laptop a un fisso, da un palmare a un proiettore, da un telefonino a un maxischermo è tutta qui. Ci stanno lavorando i ricercatori della Sony nei laboratori nipponici e l’aspettativa da parte degli analisti è che la tecnologia diventi matura in modo molto veloce, perché il mercato chiede (inutilmente) novità  da molto tempo.

I lavori sono basati nel Laboratorio di interazione della Sony a Tokio, e si basano sul presupposto che anche per un bambino è intuitivo trasportare un oggetto da un tavolo a un’altro. Quindi, se la metafora ormai logora della scrivania ha senso, perché non applicarla in modo radicalmente esaustivo?

Tanto è che con un po’ di impegno si è coniato anche un termine nuovo, “pick and drop” (prendi e lascia andare) al posto dell’ormai noto “drag and drop”, trascina e lascia andare, che tutti conosciamo e pratichiamo ogni volta che con il puntatore del mouse trasciniamo un elemento (magari un file) da una cartella a un’altra.

La metafora deve consentire, nell’intenzione dei ricercatori, di estendere la manovra al di fuori dei limiti del singolo computer. Trascinare “prendendo” e “lasciando” su due schermi diversi. Come si riesce? Sfruttando una rete locale e una penna con un sensore che permetta di “afferrare” da una parte e “mollare” da un’altra dopo che il secondo computer (o palmare, proiettore o qualsiasi altra cosa) ha identificato la penna in rete, capendo che cosa sta trascinando.

Più facile a farsi che a spiegarsi, come deve essere per tutte le intuizioni che possono potenzialmente funzionare, la nuova idea dovrebbe permettere di raggiungere risultati notevoli, semplificando in modo radicale le abitudini degli utenti, che potrebbero cominciare a trattare le informazioni come oggetti dotati quasi di una dimensione anche fisica. Prendendoli e spostandoli tra devices differenti, a casa come fuori, ad esempio al lavoro o incontrando gruppi di amici.

Il punto importante e realmente innovativo sta tutto qui, nella capacità  di trasformare l’interfaccia del computer in qualcosa di sempre più naturale per l’utente, che può svolgere operazioni anche molto complesse mimando i gesti della vita di tutti i giorni.

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