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Ultima fermata per il mito Megahertz

Intel sarebbe in procinto di lanciare un aggiornamento del Pentium 4, portandolo a 3.8 GHz. L’€™annuncio dell’€™upgrade del popolare chip per computer rappresenterebbe, secondo alcune testate, un momento rilevante nella storia dei processori perchè potrebbe essere l’€™ultimo balzo in avanti in fatto di Megahertz del Pentium 4.

La notizia troverebbe un riscontro nell’€™annuncio di Intel che ha fatto sapere che il Pentium 4 da 4 GHz previsto alcuni mesi fa per l’€™inizio del 2004 è stato ufficialmente rinviato a data da destinarsi, probabilmente non prima del 2006. Al suo posto, ha fatto sapere sempre Intel, ci sarà  un Pentium 4 da 3.8 GHz con 4 MB di cache di secondo livello.

Proprio l’€™uso di cache di secondo livello di dimensioni più generose, l’€™hypethreading (una sorta di multiprocessore virtuale), bus più veloci, saranno le strade prescelte da Intel per incrementare le prestazioni. In futuro Intel, come AMD e molti altri produttori di PC, si affiderà  ai chip a nucleo multiplo ma con velocità  di clock più basse. L’€™aumento della velocità  del clock viene dunque, se non ufficialmente, di fatto cassata come strada tecnologicamente non più affidabile. Troppe le difficoltà  in fatto di riscaldamento e consumi in rapporto ad un reale incremento delle prestazioni.

La svolta è rilevantissima per Intel che ha sempre fatto della velocità  dei clock il cavallo di battaglia del suo ufficio marketing. Proprio grazie a questa strategia si è instaurata nei consumatori finali, specie quelli meno attenti all’€™evoluzione della tecnologia, che ad una frequenza di clock più alta corrispondessero sempre prestazioni più alte. Apple, con AMD, è stata tra le più attive nello smentire quello che nel corso di un noto Macworld, con una competente illustrazione tecnica di John Rubenstein, venne definito il ‘€œmito dei Megahertz’€.

Da parte sua Intel ha cominciato un lento scostamento dal mito dei Megahertz in occasione del lancio dei primi Pentium M, processori per portatili che a fronte di una velocità  di clock più bassa erano in grado di garantire comunque prestazioni reali più alte di quelle di processori più complessi e nominalmente più veloci. Succesivamente Intel ha cominciato a distinguere i processori con numeri ‘€œdi fantasia’€ rifuggendo la denominazione in Megahertz come segno distintivo primario. Infine l’€™annuncio ufficiale che la corsa era al capolinea e che successivamente i processori avrebbero impiegato altre tecnologie per incrementare le prestazioni reali.

Il Pentium 4 570 da 3.8 GHz inizialmente avrà  1 MB di cache di secondo livello. Succesivamente arriverà  la versione da 4 GB e prima della fine del 2005 un processore multicore con frequenza di clock più bassa. Solo nel 2006 potrebbero arrivare Pentium da 4 GHz, che avranno, probabilmente, anche una circuiteria da 65 nanometri. In quel contesto, però, i prodotti di maggior interesse potrebbero essere Pentium M a doppio nucleo con ciascun core cloccato intorno ai 2 GHz. Questo tipo di processori saranno usati, nelle previsioni degli osservatori, anche nei desktop consumando una quantità  di energia largamente inferiore ai più veloci Pentium attuali e offrendo nei fatti prestazioni che, grazie alla cache e ad una serie di accorgimenti architetturali che investiranno tutta la scheda madre, saranno molto simili se non identiche a quelle di un Pentium da 4 GHz.

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