Addio macOS Server, meglio chiamarlo solo “Gestore profili”

Ha ancora senso chiamare macOS Server in questo modo? Forse sarebbe più appropriato usare "Profile manager", il nome della più importante funzionalità ora disponibile con questo tool.

macsOS Server

Apple ha da tempo deciso di trasformare macOS Server spiegando che continuerà a sviluppare e supportare tecnologie come Open Directory, Gestore profilo e la gestione Xsan ma non fornirà più in dotazione con macOS Server servizi open source come server calendario, server contatti, server di posta, server VPN, DHCP, DNS e siti web. La Mela invita i clienti che hanno queste necessità a sfruttare direttamente i servizi dei fornitori open source. “In questo modo, i clienti macOS Server possono installare i servizi più sicuri e aggiornati non appena sono disponibili”.

Alcuni servizi (Server di file, Server di cache e Server di Time Machine) sono stati migrati da macOS Server a macOS High Sierra e seguenti e si trovano in Preferenze di Sistema > Condivisione; altri sono stati del tutto rimossi ed è necessario ricorrere ad alternative open source.

OWC si chiede se a questo punto non sarebbe meglio rinominare macOS Server e chiamarlo semplicemente “Profile Manager”, il nome della più importante funzionalità ora disponibile. “Gestione profili” consente di configurare e distribuire impostazioni ai dispositivi iOS o tvOS e ai computer Mac della propria organizzazione, scuola o impresa. È possibile utilizzare il gestore per configurare rapidamente un gran numero di dispositivi con le impostazioni, le app e altro necessario alla propria azienda.

macsOS Server dovrebbe cambiare nome e diventare “Gestore profili”?

“Gestione profili” consente di creare e distribuire un profilo di configurazione. Installandoli su un dispositivo, si possono configurare le impostazioni. Quando il profilo viene installato sul dispositivo di un utente, vengono applicate le impostazioni definite dal profilo. Se le impostazioni sono applicate a un utente, queste avranno effetto su qualsiasi dispositivo associato all’utente. Se le impostazioni sono applicate a un dispositivo, queste avranno effetto a prescindere da chi utilizzerà il dispositivo.

Ogni utente, gruppo di utenti, dispositivo e gruppo di dispositivi può avere profili di configurazione che forniscono un livello base di impostazioni. In seguito, è possibile assegnare profili di configurazione aggiuntivi per personalizzare le impostazioni secondo le proprie esigenze.

In aggiunta alle impostazioni di configurazione generali, “Gestione profili” consente di applicare delle regole di organizzazione. Ad esempio, specificare politiche per la password, definire i tipi di dispositivi di rete che possono connettersi e applicare restrizioni, come impedire l’utilizzo di fotocamere sui dispositivi iOS e disabilitare preferenze di sistema specifiche in macOS. È possibile gestisci i dispositivi anche da remoto, impostando politiche di aggiornamento senza alcuna azione o notifica all’utente.

Profile Manager funziona anche con servizi di configurazione di terze parti per Mac e iOS come Jamf che mette a disposizione soluzioni per piccole attività e grandi imprese. Jamf Pro, per esempio, offre agli amministratori strumenti per fare una mano a nuovi utenti di dispositivi Apple configurandoli e distribuendo automaticamente app acquistate con il Volume Purchase Program che consente alle aziende di acquistare app e libri a volume e distribuirli ai loro utenti. È un sistema che consente di tenere sotto controllo i dispositivi e blindare la sicurezza. Altro tool di management è Addigy, strumento che soffre agli amministratori la possibilità di creare e distribuire configurazioni per Mac e dispositivi iOS; anche questo si collega al Volume Purchase Program semplificando la distribuzione a volume e la gestione delle licenze da parte degli amministratori.

Per quanto riguarda servizi quali email e file server, macOS Server non consente più di ospitare siti web, mail, calendari o offrire meccanismi per la gestione comune dei file. Per queste funzioni è possibile sfruttare soluzioni quali la G-Suite di Google che offre calendari condivisi, funzionalità di collaborazione in tempo reale con documenti, fogli di lavoro e presentazioni sempre accessibili su tutti i dispositivi, con o senza Internet. I file possono essere archiviati e condivisi nel cloud (così tutti possono sempre accedere alla versione più recente). G Suite offre funzioni per email aziendale, videoconferenze, archiviazione su cloud e condivisione di file con funzionalità che tengono conto di sicurezza e amministrazione IT. I costi partono da 4 euro al mese per la suite completa con 30GB di spazio di archiviazione; la versione “Business” (on con spazio di archiviazione illimitato) costa 8 euro al mese e include assistenza telefonica.

Jupiter Callisto

Per chi non desidera/ama i dati memorizzati sul cloud, OWC suggerisce soluzioni di self-hosting come il sistema di storage condiviso Jupiter Callisto che può funzionare sia da NAS (Network Attached Storage), sia da SAN (storage area network) su reti Ethernet. In pratica è possibile integrare nella propria infrastruttura un sistema in grado di offrire iSCSI storage ad un server o un sistema di file sharing SMB/AFP per Mac e PC. Il sistema di gestione web-based permette agli amministratori di configurare lo storage, gestire utenti, permessi, ecc. OWC suggerisce anche la possibilità di gestire un mix di applicazioni cloud: G Suite per servizi quali mail, calendari e contatti condivisi, Dropbox per lo storage e la condivisione dei file e Slack come li strumenti di collaborazione aziendale per inviare messaggi in modo istantaneo ai membri del team.